Una liberazione. Dopo il GP Fie di Budapest, sesta tappa di Coppa del Mondo 2015-2016, seconda a punteggio maggiorato e con uomini e donne assieme, Rossella Fiamingo, catanese, classe 1991, bi-campionessa iridata in carica, con il quinto posto ottenuto (ma le sarebbe bastato un approdo agli ottavi) si è ufficialmente qualificata a livello individuale per i Giochi Olimpici di Rio 2016, dove naturalmente sarà una carta importante per l’Italia e per la scherma stessa. Il grande rimpianto è legato al fatto che ci sarà solo lei, in Brasile, a rappresentare il movimento della spada femminile, un movimento in ascesa da anni, oggi ricco di talenti anche giovanissimi, sicuramente, ma non solo, visto che in maniera incredibile per come si erano messe le cose solo nove mesi fa nel raking, l’Italia a squadre è rimasta fuori e quindi, tra le altre, anche Bianca Del Carretto, oro europeo 2014, e Mara Navarria, vincitrice quest’anno di ben due tappe in Coppa del Mondo a Rio non potranno giocarsi le loro chance. Una situazione paradossale, per certi versi appunto assurda per una squadra avrebbe potuto lottare anche per l’oro, in realtà, a Rio. E invece non tirerà sulle pedane brasiliane e Bianca  si è pura presa una pausa dalla scherma…

Ci sarà tempo di riflettere su quanto accaduto, ora però è il momento anche di celebrare Rossella, indubbio talento naturale della spada, super protagonista delle ultime due stagioni in cui ha conquistato, come detto, due ori iridati a livello individuale e anche la Coppa del Mondo (2014-2015), un bronzo iridato a squadre (Kazan 2014) e un argento europeo individuale (Montreux 2015). Ma i momenti difficili non sono mancati per lei quest’anno, anzi,  proprio alla ripresa delle gare, da ottobre 2015 e ce li racconta lei stessa in questa intervista senza censure.

 Budapest, come ha vissuto Rossella Fiamingo la sospirata qualificazione olimpica?

Come una liberazione. Avevo saltato anche l’ultimo ritiro prima di questa tappa, una scelta voluta e con il Ct che ci aveva lasciate libere di scegliere. Sia io che Bianca Del Carretto infatti non siamo andate, io avevo bisogno di stare a casa e non sentire le ansie mie e di tutti. Alla fine sono arrivata in Ungheria come volevo arrivare, certo poi si poteva fare di più in gara rispetto alla finale a otto raggiunta. La mia solita bestia nera, Lagunova, mi ha fermata… Io mi sto impegnando a farla salire più in alto possibile nel raking così da incontrarla più tardi possibile, eventualmente. Ma è rimasta ottava…. Scjerzi a parte, adesso sono finalmente tranquillissima, ho avuto quel che volevo, ho passato tre giorni interi a dormire per riposare e scaricare la tensione… Adesso che ho iniziato a divertirmi ho voglia di fare anche delle belle gare in vista di Rio. Con il mio maestro abbiamo chiarito tutto, risolto ogni incomprensione, c’è stato un momento in cui non mi divertivo più ad allenarmi né fuori, né in palestra, mentre adesso ho ritrovato il mio equilibro“.

Ha mai pensato a un certo punto di non riuscire a qualificarsi per Rio, con Mara Navarria che macinava vittorie purtroppo in un duello tutto italiano?

Quando ha vinto anche a Barcellona ho avuto un po’ di timore, legato soprattutto alle mie prestazioni. Timore di continuare a tirare male… Io non vincevo più nulla e non andavo più avanti in tabellone e lei era in grande forma. Sì c’è stato un momento in cui ho avuto un po’ di paura di non qualificarmi, anche durante la tappa di Budapest“.

Ha fatto fatica a ritrovare la sua scherma in questi mesi?

I problemi non sono mancati, anche dal punto di vista tecnico. Quest’anno doveva essere l’anno più bello dopo due Mondiali vinti, l’argento agli Europei, il successo in Coppa del Mondo, insomma, dopo la stagione migliore della mia vita speravo di vivere tutto con più serenità e consapevolezza. E invece…“.

E invece cosa è successo?

Intanto, purtroppo ho dato troppo peso ai commenti della gente, del tipo “si è montata la testa, si allena poco, non è interessata alla qualificazione a squadre ecc ecc”. E questo non mi ha aiutato. Se prima me li facevo scivolare via, stavolta si è trattato di argomenti forti, che mi hanno toccato sul personale. E non è vero niente, io ho lavorato anche più delle altre stagioni, ci tenevo proprio a dimostrare che a me della gara a squadra importava più di ogni cosa. A parte il fatto che sarebbe stato un’opportunità di medaglia in più a Rio, ma al di là di questo, ci tenevo proprio alle mie compagne e alla squadra stessa. In più, non sono stata bene fisicamente per i cronici guai alla schiena e ho avuto anche qualche problemino con il mio maestro, come detto. Tutte queste cose insieme mi hanno praticamente distrutto, è stato un periodo molto duro: alla continua ricerca di un solo obiettivo, essere lasciata in pace. Non volevo altro. E invece c’era sempre qualcuno che metteva becco su tutto. Ora finalmente sono serena e mi sono abituata all’idea che più vinco più, magari, avrò anche momenti negativi. Ringrazio la mia famiglia che mi è stata sempre molto vicina“.

Parliamo allora della squadra: da prime nel ranking alla mancata qualificazione a Rio in pochi mesi. Com’è stato possibile?

All’inizio sembrava che avessimo toccato il fondo proprio al Mondiale di Mosca, con il punto più basso, il settimo posto dopo il bronzo europeo. E invece da lì… è iniziato il declino totale. Se avessimo fatto bene a Mosca, staremmo parlando di tutt’altra storia, perché un Mondiale fatto bene non avrebbe comportato problemi. Che cosa è successo…. secondo me, ci siamo fatte prendere troppo dal panico e purtroppo abbiamo reso possibile l’impossibile: la spada è imprevedibile? Sì, ma non pensavamo fino a questo punto. E’ mancato qualcosa e io mi prendo la mia responsabilità, sicuramente non ho tirato bene come avevo fatto in precedenza. Poi improvvisamente è andato tutto storto, la ruota che girava benissimo ha cominciato a girare male. Però in realtà non so che dire, davvero, quale sia stato il motivo; magari  lo sapessi… “.

Lo scorso anno aveva fatto fatica prima degli Europei, poi è andato tutto benissimo. Questa sembra una stagione simile, finora, a quella passata. La preoccupa però di più visto che poi ci sarà l’appuntamento olimpico?

No, preoccuparmi no. Ovviamente mi piacerebbe fare bene in tutte le gare, ma non sempre ci riesco. Non sono una macchina, non posso vincere sempre. L’anno scorso prima del Mondiale avevo fatto solo una finale a otto, nel Grand Prix di Rio, e ammetto che ero un po’ disperata, pensavo “no, il Mondiale non posso rivincerlo, mi toccherà ricominciare fuori dalle prime sedici”. E invece quella che sembrava essere la stagione più brutta della mia carriera, si è tramutata in quella più bella: alla fine il grande appuntamento è una gara come tante altre, ma se la azzecchi però, è davvero tanta roba! A Budapest ho ritrovato il divertimento di tirare e ho davvero una gran voglia di risalire sul podio in Coppa del Mondo, mi manca ormai da due anni. Quindi il mio obiettivo è fare bene nelle prossime tappe fra Grand Prix di Rio e Legnano”.