Quattro mesi per ribaltare completamente la situazione, anche se c’è poco da essere allegri, in realtà. visto che stiamo parlando di due squadre italiane: una in fortissima ascesa, l’altra in crisi nera dopo aver toccato il cielo. Gli spadisti maschi solo poco prima dei Mondiali di Mosca, poi chiusi al quarto posto dopo la clamorosa eliminazione dell’invincibile Francia, sembravano molto lontani dai Giochi di Rio 2016; le spadiste, invece, così vicine, dopo una serie consecutiva di podi in Coppa del Mondo e il bronzo europeo. Oggi tutto è cambiato.

RIBALTONE

Da Mosca alla Cina, passando per Berna, Legnano e Tallin, quattro mesi e tanti km che hanno ribaltato le prospettive: quarti al Mondiale, appunto, terzi a Berna, secondi oggi proprio dietro i transalpini in Finlandia in Coppa del Mondo. Gli spadisti azzurri ‘vedono’ Rio dopo lo splendido argento conquistato in Coppa. La squadra italiana composta da Enrico Garozzo (bronzo nella prova individuale), Marco Fichera, Paolo Pizzo e Andrea Santarelli, ha superato nell’ordine Brasile, Venezuela, Estonia e Ucraina (rivincita dunque della finalina per il bronzo mondiale, terminata in maniera sfortunata per il quartetto azzurro a Mosca) prima di cedere 40-45 alla Francia nella finalissima. A due tappe dal termine questo ottimo piazzamento avvicina sempre di più gli azzurri all’aritmetica qualificazione a Rio 2016.

DONNE

La tensione sta invece giocando un bruttissimo scherzo alle talentuose spadiste azzurre, che solo prima degli Europei di Montreux (giugno 2015), chiusi al terzo posto, guidavano il ranking mondiale. E ora rischiano addirittura di non andare alle Olimpiadi. A Nanchino Fiamingo, Del Carretto, Boscarelli e Navarria n0n vanno oltre i quarti di finale concludendo il proprio torneo all’ottavo posto. Le azzurre sono virtualmente fuori da Rio de Janeiro e avranno solamente due occasioni per recuperare gli 8 punti di distanza che le separano dall’ottava piazza, quella occupata dall’Ucraina, dovendo fare attenzione all’Estonia che ha agganciato oggi le spadiste italiane a quota 183 punti. Nulla è perduto, per carità. Servirà uno scatto d’orgoglio e di classe possibilissimo per una squadra forte che non può essersi persa improvvisamente proprio sul più bello.