Il calcio di rigore è un momento cruciale che può decidere le sorti di parecchie partite, da ripetere in alcune occasioni, come espressamente disciplina il regolamento approvato dall’Associazione Italiana Arbitri.

CONCETTI ESSENZIALI – Posizionato il pallone sul dischetto, il calciatore incaricato deve essere chiaramente identificato e “il portiere della squadra difendente deve restare sulla linea di porta, all’interno dei pali, facendo fronte a chi esegue il tiro fino a quando il pallone è stato calciato. Tutti i calciatori tranne l’incaricato del tiro devono posizionarsi: all’interno del terreno di gioco; al di fuori dell’area di rigore; dietro il punto del calcio di rigore; ad almeno m. 9,15 dal punto del calcio di rigore”.

NOTE ULTERIORI – La regola 14 fissa dunque particolari istruzioni durante la battuta: “il calciatore incaricato di eseguire il calcio di rigore deve calciare il pallone in avanti; egli non può toccare di nuovo il pallone prima che lo stesso sia stato toccato da un altro calciatore; il pallone è in gioco quando è calciato e si muove in avanti (…). La rete viene accordata se, prima di varcare la linea di porta, tra i pali e sotto la traversa: il pallone tocca uno o entrambi i pali e/o la traversa e/o il portiere”.

QUANDO SCATTA LA SANZIONE – Arriviamo dunque alla ripetizione, obbligatoria nelle seguenti situazioni: “il calciatore incaricato di eseguire il calcio di rigore infrange le Regole del Gioco” e “il pallone entra in porta”; “il portiere infrange le Regole del Gioco” e “il pallone non entra in porta”; “un compagno del calciatore incaricato del tiro infrange le Regole del Gioco” e “il pallone entra in porta”; “un compagno del portiere infrange le Regole del Gioco” e “il pallone non entra in porta”; “uno o più calciatori di entrambe le squadre infrangono le Regole del Gioco”; “il pallone entra in contatto con un corpo estraneo durante la sua traiettoria”.