E adesso basta con Zika (avvistate tre zanzare Aedes Aegipty, dicasi tre, in altrettanti giorni), inquinamento delle acque (in parte risolto), ritardi (quelli ci sono, ma a parte Londra 2012, sono sempre esistiti in tutte le vigilie olimpiche) e altre storie. Con la Cerimonia Inaugurale, prevista oggi dalle 19 (l’una di notte italiana) allo stadio Maracanà di Rio de Janeiro, sarà tempo di parlare solo ed esclusivamente di Giochi. Di nome e di fatto.

FIACCOLA

In attesa del tripode al Maracanà, si è accesa l’Olimpiade carioca con il passaggio della torcia con i vari tedofori ad avvicendarsi nella staffetta olimpica che si concluderà oggi nel grande stadio della ‘tragedia’ nazionale del 1950. Su tutto ha vinto l’emozione di chi sta cominciando a respirare lo spirito olimpico e a capire che il grande momento si avvicina per la ‘Cidade Maravilhosa‘ che lo sport lo ama e soprattutto lo vive in prima persona. Così è stato inevitabile vedere la gioia negli occhi di molti tedofori, come i sei atleti, uno per continente e uno del Team dei Rifugiati, partiti dal villaggio, di tanti spettatori lungo il percorso e di coloro che si sono avvicendati in un turbinio di musica, emozioni, ‘beleza’ e canti, come quelli di alcuni ‘sambisti’ trasformatisi in tedofori. Cantava a squarciagola Marcao, ex idolo del Fluminense che ha condotto la torcia intonando l’inno dei ‘tricolor’ carioca. Ha pianto a dirotto per tutto il tratto che ha percorso l’attrice Sarah Menezes, ha invece fatto venire le lacrime agli occhi la sagoma smunta dell’84enne Mario Zagallo, che il tedoforo l’ha fatto da una carrozzina spinta da Carlos Parreira, preparatore atletico della Selecao di Messico 1970, poi a sua volta tecnico campione del mondo. Fra i tedofori c’è stato anche lui, mentre dopo pranzo si è esibito Cafu, appositamente arrivato da San Paolo. Prima di partire ha sollevato la fiaccola con lo stesso gesto di quando a Yokohama nel 2002 levò in alto la Coppa del Mondo, e a quel punto la gente è impazzita. Un altro campione del mondo, ed ex fuoriclasse di oggi è stato Romario, che essendo senatore non poteva portare la fiaccola e allora ha ‘scortato’ abbracciandola la figlia Ivy, bimba down per la quale stravede.

CALORE

Lacrime anche per il pioniere del surf brasiliano Rico de Souza, che in uno dei momenti più belli ha condotto la torcia olimpica perfino in mare, solcando le onde con la sua tavola e la scorta di una moto d’acqua. Tornato a riva è scoppiato in un pianto a dirotto “perché l’emozione è stata troppo forte”. Non potevano mancare, sul cammino verso la zona sud e Copacabana e Ipanema ‘ospiti’ illustri come Sergei Bubka e Muhammad Yunus, Premio Nobel per la Pace nel 2006. Il ‘banchiere dei poveri’ il tedoforo l’ha fatto passando per Campo Grande, e ad applaudirlo c’erano tanti ‘ultimi’ come quelli per i quali ha fatto tanto. Mai come in quel momento nell’aria si è sentito lo spirito olimpico.