Un set point salvato da terra, a una mano, nel primo parziale, un quarto set raddrizzato per i capelli da Zaytsev in battuta, con l’Italia che vede il baratro, sotto 19-22 e che poi vince 25-22. Un tie-break dominato, ma anche con un punto del libero Colaci... Da impazzire. Così è ancora più bello. L‘Italia di Blengini, coach di cui si parla pochissimo rispetto ai vari Velasco, Montali e Berruto (meglio, e avanti così) batte 3-2 gli Stati Uniti in semifinale, dopo un sfida al cardiopalmo, e vola in finale nel torneo di pallavolo maschile per la terza volta, dopo Atlanta 1996 e Atene 2004. Domenica tutti al Maracanazinho con la vincente di Brasile-Russia a cercare quell’oro mai arrivato in questo sport.

MATCH

Le semifinali olimpiche sono tutte gare difficili e indecifrabili, l’Italia è arrivata a giocarne sei consecutive, ma il successo di oggi è sicuramente il più bello, almeno per quanto è stato sofferto. La squadra guidata da Chicco Blengini è “andata” per due volte all’inferno: nel primo set in cui si è trovata in svantaggio 8-15, prima di rimontare e imporsi annullando 5 set-point; poi nel terzo in cui è sembrato che la nave tricolore stesse naufragando. Dopo aver dato la sensazione di poter arrivare sul 2-0, Birarelli e compagni si sono trovati a rimontare da 1-2, dopo aver perduto il terzo set in maniera nettissima per 25-9. Chi temeva che ci fosse un contraccolpo dal passivo davvero pesante, subito è stato smentito nel finale del quarto parziale quando Ivan Zaytsev (anche oggi trascinatore italiano) ha indovinato una delle sue ormai proverbiali serie di servizi che da 19-22 hanno portato l’ Italia al successo per 25-22. Il tie-break è stato una marcia trionfale, grazie anche al contributo di un eroe di giornata come Buti, che prima ha piazzato il break decisivo al servizio (2 punti) e poi ha stampato il muro della vittoria. Festeggiata dalla squadra italiana con un grandissimo abbraccio condito di lacrime e felicità. L’Italia ha vinto con merito, per quel che ha fatto in campo, ma anche per la capacità morale e caratteriale di raggiungere quel risultato per cui ha lavorato a lungo.

MOTIVO

Questa è una squadra che crede in se stessa, composta da ragazzi che stanno bene insieme e che sanno soffrire insieme. Una squadra diversa da quella della “generazione di fenomeni” che arrivò a giocare la finale di Atlanta 1996 cedendo all’Olanda con Velasco; e da quella esperta e coriacea che perse contro il Brasile l’ultimo atto di Atene 2004 con Montali. Questa una squadra abbastanza giovane, tanto affamata, guidata da un staff competente e di qualità guidata da Chicco Blengini, che nel giro di un anno ha vinto l’argento in World Cup, il bronzo Europeo e che domenica alle 18.15 italiane cercherà di vincere l’oro, avendo già in tasca uno sfavillante argento (ventiseiesima medaglia italiana a Rio 2016). Sulla strada degli azzurri ci sarà la vincente della sfida in programma nella notte italiana tra Brasile e Russia.

ITALIA-STATI UNITI 3-2 (30-28 26-28 9-25 25-22 15-9).

ITALIA: Buti 8, Giannelli 7, Juantorena 14, Birarelli 8, Zaytsev 21, Lanza 16, Colaci (L) 1, Antonov 1, Sottile, Vettori, Rossini, Non entrati: Piano. All: Blengini
STATI UNITI: Sander 10, Holt 16, Anderson 25, Russell 14, Lee 9, Christenson 5, E. Shoji (L), Non entrati: K. Shoji, Non entrati: Troy. Priddy, Jaeschke, Smith. All: Speraw
Arbitri: Di Giacomo (Bel) e Casamiquela (Arg)
Spettatori: 8153. Durata set: 34, 35, 21, 30, 16.
Italia: bs 19, a 10, mv 7, et 14.
Stati Uniti: bs 17, a 5, mv 16, et 13.