La lunga solitudine del portiere, anche in acqua. Lontano dalle compagne quando attaccano, in acqua, ma soprattutto in questo caso, perché… è l’unica posizione in cui, all’interno del Setterosa, almeno di questo Setterosa, i ruoli sono chiari. Tutte le altre giocatrici vengono ruotate, con i cambi liberi, ma in porta no. Ce n’è sempre e solo una, la stessa. Una volta stabilita la gerarchia, non si cambia. Per le ultime manifestazioni importanti è stato così e anche per i Giochi sarà così. Ma Laura Teani da Stezzano, provincia di Bergamo, 24 anni, cresciuta nell’Osio Sotto fino a 17 anni e poi trasferitasi in Veneto, fresca di Scudetto conquistato proprio con Padova in Campionato, il ruolo di seconda di Giulia Gorlero in azzurro per ora lo accetta. Per ora. Anche se non è stato facile e non è facile. Eppure… “Eppure con la pallanuoto ho iniziato in fretta – ci racconta -, già a nove anni e… in porta ci sono finita subito, quasi per scelta. Mi piaceva parare e soprattutto, si faceva meno fatica… Sì già a nove anni mi sono decisa. Due parate la prima volta hanno certificato il mio ‘status’ e ora eccomi qui”.

RIO

Si scherza, ma neanche tanto, L’episodio raccontato è vero. Laura aspetta il suo momento “che prima o poi arriverà, mi auguro”, intanto lavora a Roma nel corso dell’ultimo ritiro pre-olimpico con tutte le 13 compagne del Setterosa e il 2 agosto partirà per Rio de Janeiro, sede della XXXI Olimpiade dell’era moderna. Un Setterosa che 12 anni fa, ad Atene, da favorito, vinse l’unica medaglia a Cinque Cerchi mai conquistata con le ragazze (a fronte di tantissime a Mondiali ed Europei), ma d’oro. E oggi è più forte anche mai, anche se non favorito. Per quel ruolo, ci sono gli Stati Unti, davanti ad Australia, Spagna, Ungheria. Ma l’Italia di Conti è tra le formazioni migliori, forte del bronzo in carica sia continentale che iridato e può giocarsela con tutte le Nazioni presenti a Rio. Anche per l’oro, perché no. “Non c’è dubbio – ammette Laura -. Adesso siamo ancora molto “cariche” per il grande lavoro svolto, ma a Rio saremo al top. Gli ultimi due anni sono stati molto positivi per la Nazionale, per le medaglie conquistate e soprattutto la qualificazione olimpica, tutt’altro che semplice. Ora speriamo di completare l’opera. C’è grande equilibrio in questo sport al femminile, per me – continua -. Certo, il Team USA parte per vincere, ma non è imbattibile. E noi siamo state le uniche a sconfiggerlo al Mondiale 2015. Dovremo andare là, decise, senza paura, convinte. Australia e Stati Uniti sono fisicamente fortissime, noi più veloci, tecniche, astute. Puntiamo su queste caratteristiche, come sempre del resto. La squadra è ormai esperta, non è più giovanissima perché a 25 anni non puoi definirti tale nello sport e quindi ha anche maturato quell’esperienza necessaria per fare bene nei grandi eventi. Tania Di Mario è la nostra guida, anche per le parole che sa trovare prima e durante le partite. Il mio ruolo? Per ora difficilmente gioco, con l’Italia e non è stato facile accettarlo. Ma ho imparato a essere sempre pronta, per una chiamata improvvisa, come all’ultimo torneo iridato. La stagione con Padova è andata benissimo in Italia, visto che abbiamo conquistato il Tricolore, meno in Europa, saremmo potute andare molto più avanti, ma abbiamo commesso troppi errori banali ed evitabili”.

PODIO

Tornando a Rio, Laura Teani, come altre sue compagne, per esempio Chiara Tabani, ha le idee chiare: “Dove possiamo arrivare? Intanto dico a medaglia, sicuramente. Speriamo anche sul primo gradino del podio. No, gli Stati Uniti non sono imbattibili…”.