“Se ci accade qualcosa non sarà per un incidente”. Le parole sono di Yuliya Stepanova, che, avviato con le sue denunce lo scandalo doping della Russia, si sente ora in pericolo di vita.

ACCOUNT HACKERATO

Assente a Rio de Janeiro, dopo che l’Olimpiade è stata negata a tutta l’atletica del suo Paese, dichiara apertamente di “non avere alcuna protezione” e che “potrebbe capitare qualcosa in ogni momento”. Dove sia in questo momento non è dato saperlo proprio per garantire la sua incolumità, ma il suo caso assume tinte ancor più scottanti dopo l’hackeraggio del suo account ADAMS (Anti-doping administration and management system): le password sono state sottratte consentendo così l’accesso alle informazioni personali della testimone chiave del caso Russia, inclusi i suoi movimenti per i controlli antidoping. Ciò ha convinto la Stepanova ad uscire allo scoperto insieme al marito Vitaliy, ex funzionario dall’agenzia antidoping russa.

‘BANDITA DA TUTTO E TUTTI’

Pure il Cio finisce attaccato dall’ottocentista: “Il segnale è questo: se apri la bocca non andrai mai alle Olimpiadi. Finora ha fatto solo quello che gli conviene di più. L’unica cosa di cui ci dispiace è non essere usciti prima allo scoperto”. Il marito ha aggiunto: “Non avremmo mai pensato che potesse essere dalla parte dei funzionari russi corrotti: se Yuliya avesse continuato a mentire, ora sarebbe verosimilmente ai Giochi. Il Cio, dopo averla fermata per doping, ha deciso che dovesse fermarsi anche per le sue denunce e ora dobbiamo vivere così: non si è mai interessato a cosa ci fosse dietro le sue parole. L’ultima volta che abbiamo avuto contatti col Cio è stata il 29 luglio: ora c’è l’Olimpiade e hanno molto da fare”. Chiesto poi alla Stepanova se ha avuto contatti con altri atleti russi: “Appena parli sei bandito da tutto e tutti: dallo sport, dai club, dall’esercito, dalla Gazprom. Chi parla perde tutto e deve ricominciare da zero”.