Non c’è stata partita. Prevedibile comunque la vittoria serba al termine di un match dominato (6-0 iniziale), con l’Italia che quanto meno ha salvato la faccia nell’ultimo tempo. Eravamo vice campioni olimpici. Da oggi non lo siamo più, ma è giusto così, anche se ovviamente dispiace. Molto, soprattutto per il finale. Come ai Mondiali di Kazan 2015, anzi peggio. E’ l’inizio di primo tempo a condannare gli azzurri. Allora fu subito 4-0, questa volta 3-0, ma poco cambia. La Serbia, più potente, meglio organizzata in difesa, probabilmente anche più convinta almeno in avvio, batte nettamente (più di quanto non dica il punteggio) l’Italia 10-8 nella semifinale del torneo maschile a Rio 2016 e vola all’ultimo atto per completare il Grande Slam dopo aver vinto tutto nel quadriennio 2012-2016. Troverà la Croazia oro olimpico a Londra, ma battuta facilmente un anno fa nella finale mondiale di Kazan. Dovesse vincere, sarebbe giusto così. Ma ai Giochi, mai dire mai…

POTENZA

La realtà è che la Serbia, sconfitta dagli azzurri in Finale al Mondiale 2011 e in semifinale ai Giochi 2012, da allora non ha più sbagliato un colpo e oggi è più forte di questa Italia, sia detto con il massimo rispetto. Ma è così. Naturalmente l’esito della semifinale poteva essere anche differente, sia chiaro, ma un inizio così negativo contro una squadra così forte, si paga. La differenza di fisicità è enorme: gli azzurri si trovavano quasi sempre troppo lontani dalla porta di Mitrovic in parità numerica, rispetto alla squadra di Savic. Figlioli e compagni hanno avuto anche ben tre superiorità nei primi 8’, senza sfruttarne nemmeno una, mentre i nostri avversari lo hanno fatto due volte su due. E anche con l’uomo in più l’Italia faceva fatica a trovare varchi nella fisica difesa serba, sbagliando sotto porta, sullo 0-3, un’occasione che forse avrebbe potuto cambiare l’esito del match, con Gitto. Forse perché in realtà c’è un abisso tra le due squadre in questo momento. Non tutto è perduto, restare comunque sul podio dopo l’argento di Londra 2012 sarebbe un grande risultato e la finalina per il bronzo, sabato 20 alle 18 italiane contro il Montenegro già sconfitto nella fase a gironi, è alla nostra portata. Forza Settebello.

PARTITA

Gli azzurri sono anche ingenui sulle prime due superiorità numeriche avute dagli avversari, perché dopo il fischio dell’arbitro si fanno trovare impreparati consentendo a Prlajnovic, Nikic (in parità) e Pijetlovic di chiudere subito il discorso, di fatto, con un 3-0 netto e senza discussioni per quanto visto in acqua nei primi 8’. La Serbia dilaga, vola sul 6-0 con i gol di Filipovic, Mitrovic e ancora Prlajonovic. Finalmente a 1’52 dal termine del secondo tempo segna Gallo in parità numerica e poi accorcia Velotto (2-6) sull’ennesima superiorità guadagnata, e per una volta sfruttata, dai ragazzi di Campagna. Che mancano una grande chance per arrivare al -3 ancora una volta con l’uomo in più e poi si arrendono definitivamente al gol di Nikic (7-2) che chiude di fatto il match. L’Italia vince platonicamente l’ultimo quarto, salvando almeno l’onore, con le marcature di Velotto, Figlioli, Bodegas, Presciutti (2) e Gallo. Ma segnano anche Filipovic, Jaksic e Mandic dall’altra parte. La Serbia amministra, fa passare i minuti, controlla il match e si impone 10-8, punteggio alla fine accettabile. Anche se Mitrovic e compagni hanno di fatto dominato per tre/quarti. L’Italia giocherà per il bronzo e in caso di medaglia sarà un grande risultato. Credeteci.