Il talento non ha età. Santiago Lange ha conquistato, alla sesta partecipazione olimpica, la medaglia d’oro, a poco più di un mese dal suo 55° compleanno.

DI NUOVO IN CIMA

L’argentino è tornato sul gradino più alto del podio quasi 28 anni dopo la prima volta a Seul ’88, quando la sua compagna d’equipaggio, Cecilia Carranza, non aveva ancora compiuto due anni. Il suo primo figlio Yago, in gara qui con il fratello Klaus nei 49er, era invece nato da pochi mesi. Durante questi decenni Santiago ha collezionato due bronzi ad Atene e Pechino nei Tornado, nonché due partecipazioni nelle classi Soling e Laser, fino alla consacrazione nei Nacra17.

GRINTA DA VENDERE

“Sto male – ha detto all’arrivo l’argentino – è stato doloroso persino tirare la barca fuori dall’acqua”. Asportato l’anno scorso al velista di Sant’Isidro un tumore al polmone, costringendolo quindi a rimanere diversi mesi lontano dalla vela. “Siamo a un’Olimpiade e si deve parlare di sport. Ma siccome me lo richiedete… Quando l’anno scorso un giornale in Argentina scrisse che avevo il cancro ero molto dispiaciuto. Poi mi hanno fatto pensare: tu puoi essere la speranza di tante persone ammalate. Per cui se il mio esempio può servire sono a disposizione”.

QUANTE EMOZIONI!

“Questa è stata un’Olimpiade molto emozionante”, ha proferito Lange senior alla fine. “Sono stato a molte altre edizioni, ma non ho mai pianto tanto alla cerimonia di apertura o la mattina dopo, da solo. Ho avuto il grande privilegio di farla con i miei figli. Non me lo sarei mai immaginato”. Poi un omaggio alla sua coequipier: “Mi piace lavorare con persone molto più giovani di me mi dà tanta fiducia. Mi dà energia. È un privilegio. Ho una giovane donna che tira tutte le corde per me”, ha scherzato. Fino a Tokyo 2020? “Se schiena e ginocchia sopravvivono, ci sarò”.