Canottaggio e judo vanno a braccetto da almeno tre edizioni dei Giochi. Ci spieghiamo meglio. Terminata l’epopea d’oro in entrambi gli sport dopo Sydney 2000 (dagli Abbagnale a Maddaloni senza dimenticare la sorpresa Quintavalle a Pechino 2008), a ogni vigilia olimpica va in scena la solita litanìa dei (poco) addetti ai lavori infarcita di scetticismo, negatività, magari qualche polemica (più in acqua che sul tatami) e previsioni cupe. Ma in questi sport si prepara l’appuntamento a Cinque Cerchi e solo quello forse meglio che nel nuoto. Quando la parola passa ai fatti, i fatti ci dicono che il judo azzurro sale sempre sul podio dal 1976 tranne in un’occasione (Seul ’88), mentre il canottaggio italiano conquista medaglie dall’edizione di Los Angeles ’84. Certo, l’oro manca da Sydney 2000, da quel meraviglioso quattro di coppia che vedeva in barca ancora Agostino Abbagnale, oggi il “datore di lavoro”, ma quella era un’altra epoca. Gran Bretagna, Australia, Nuova Zelanda, Germania attualmente sono potenze ben più forti dell’Italia. Che però torna a casa con due medaglie (non accadeva da Atene 2004) dal peso specifico enorme. Perché il bottino è appunto superiore alle attese, come per il judo, perché gli azzurri in acqua a Lagoa sono andati oltre i loro limiti, sfiorando altri due allori e onorando la manifestazione al meglio.

BRONZO DI RIMONTA

Il quattro senza senior a trazione-sud ha emozionato tra freddo e vento, insomma in condizioni estreme. Giuseppe Vicino, giovanissimo capovoga di Napoli (23 anni), Matteo Castaldo, concittadino trentenne, Domenico Montrone (Modugno, Bari) e Matteo Loro (Terracina, Latina), che non avevano impressionato in semifinale, hanno lasciato andare Gran Bretagna e Australia, troppo forti, per giocarsi il tutto per tutto con Olanda e Sud Africa, risucchiate con un rush finale irresistibile negli ultimi 250 metri al termine di due chilometri infiniti, rush tipico delle barche azzurre. Certo, questa barca (con un’altra formazione) era iridata in carica, ma non poteva fare di più: i britannici avevano dominato in Coppa del Mondo e gli Australiani si sono presentati al top della forma solo qui. Il tricolore ritorna sul podio del quattro senza senior a distanza di dodici anni dall’ultima volta (Atene 2004 con Lorenzo Porzio, Dario Dentale, Luca Agamennoni e Raffaello Leonardo, medaglia di bronzo). Barca anche questa modifica all’ultimo, meno di un mese fa in ritiro, con l’inserimento di Montrone (più potente e pesante) al posto di Di Costanza, spostato sul due senza poi a medaglia proprio a Rio con Abagnale.

Scelta azzeccata. Tredicesima medaglia italiana a Rio.