Oro stregato per un grandissimo della disciplina, ma nona medaglia italiana a Rio 2016. Un altro finale al cardiopalma, senza happy ending alla Campriani. Giovanni “Johnny” Pellielo è argento nel trap maschile, dopo lo spareggio perso in finale, allo shoot-off, con il croato Josip Glasnovic. Quarta medaglia olimpica per il leggendario tiratore vercellese, terza d’argento dopo Atene 2004 e Pechino 2008. C’è anche il bronzo di Sydney 2000. Un peccato, perché Giovanni era stato perfetto fino all’ultimo atto nel trap, perché il croato non vantava un grande curriculum e perché il regolamento è cambiato completamente rispetto a quattro anni fa. A ogni turno si riparte da capo, senza portarsi dietro il punteggio precedente come invece succedeva fino a Londra 2012. Cinque pedante di tiro, si ruota a ogni colpo, mentre le Finali si disputano solo su tre pedane. Quindici piattelli da colpire a ogni giro, in caso di shoot-off si va a oltranza: il primo che sbaglia esce o vince l’argento in finale, come capitato purtroppo ancora una volta all’azzurro Pellielo.

MALEDIZIONE

Ci ripetiamo: una medaglia olimpica è sempre una medaglia olimpica, ma questa volta Johnny, più di altre, credeva nell’oro dopo qualificazioni fantastiche e un ottimo cammino fino alla finale: un solo errore in semifinale, dove invece crollava l’altro azzurro Fabbrizi, argento  a Londra 2012, battuto all’epoca anche lui da un croato… Quattro pesantissimi errori per lui, tutti a inizio gara. A Deodoro, sotto un cielo nuvoloso e un vento non forte, ma fastidioso, l’Italia mette comunque in bacheca un’altra medaglia, la nona della spedizione, la prima del tiro a volo, dopo la delusione (in parte prevista) seguita alla gara di Jessica Rossi. Dispiacere enorme per Giovanni, quattro volte campione del mondo nel trap come mai nessuno nella storia; Glasnovic non era mai andato oltre il quinto posto ai Giochi e aveva vinto al massimo un bronzo iridato. Tifo scatenato da parte dei croati, veri ultrà. E applausi comunque per Pellielo, un fenomeno della disciplina cui il fato ancora non vuole concedere il trionfo più bello. Ma in uno sport senza età, bisogna semplicemente resettare tutto e riprovarci ancora una volta a Tokyo 2020, anche se adesso è dura pensarci. E i sogni d’oro sono ora riposti soprattutto in Chiara Cainero nel tiro a volo, già prima a Pechino 2008.