Tutto il pubblico brasiliano ha applaudito ritmando le sue virate, sperando magari in un altro primato del mondo. Gregorio Paltrinieri è sfinito quando si presenta davanti a taccuini e microfoni dopo i 1500sl d’oro; ci sono più di cento giornalisti che l’aspettano tra zona mista e conferenza stampa, obbligatoria per i primi tre classificati di ogni gara.

PAROLA A GREG

“E’ incredibile – ci dice – ho aspettato questo momento per tanto, tanto tempo. Essere qua adesso, aver conquistato veramente questa medaglia è bellissimo. Ma non mi rendo ancora conto di quanto accaduto. Sincerament, tutto quello che c’è stato in quest’ultimo mese è stato molto più difficile di quanto potessi immaginare. Perché avevo un sacco di aspettative, pressioni. Da parte di tutti. Io sapevo che potevo farcela, però non era così scontato come diceva la gente. Facile, vai lì fuori, fai la gara e vinci. Non funziona così. E’ sempre una finale olimpica. E’ stata dura. Volevo vincere quest’oro e basta. Sono partito forte per cercare subito di creare distacco dagli altri avversari, non mi interessava il tempo. Volevo stare davanti e vincere questa medaglia. Ci ho messo tutto il cuore possibile. E basta. Me la sono goduta, perché davvero è una cosa incredibile. Non so neanche come spiegarlo,  volevo essere lì sul gradino più alto. Ero sicuro delle mie potenzialità. Mi sono detto “Parto forte, ci credo, chi vuole starmi dietro venga, altrimenti me ne vado. E me ne sono andato”. Detti? Ce la meritavamo tutti e due la medaglia. La dedica è per la famiglia, amici, fidanzata. Ma anche per me stesso, per tutto quello che ho fatto per arrivare qua. Mi sono tolto un peso? Sì. E’ stata dura reggere la pressione, ripeto. Non è stato così facile far trascorrere le ultime ore prima della gara. Ho cercato di non pensarci e basta. Comunque il record del mondo credo di avercelo nella braccia, prima o poi cadrà. L’importante qui era vincere, con il cuore e con la testa. La prossima volta lo faro il primato”.