L’Italia del golf perde un pezzo pregiato in vista delle Olimpiadi. Francesco Molinari, infatti, ha annunciato che non andrà ai Giochi di Rio 2016, mettendosi in scia ad altri grandi golfisti che hanno deciso di rinunciare ai cinque cerchi: da Jason Day a Jordan Spieth, rispettivamente numero uno e numero tre del mondo, da Dustin Johnson a Rory McIllroy, da Branden Grace a Charl Schwartzel, tutti forfait motivati principalmente dalla paura del virus zika. Nonostante le rassicurazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, molti atleti hanno preferito dire addio a un’opportunità unica come quella di partecipare alle Olimpiadi piuttosto che correre il rischio, vero o presunto, di contrarre la malattia.

Ho due figli, con mia moglie pensiamo di averne un terzo e la domanda su quel virus ce la siamo posti“, ha detto Molinari, il quale tuttavia ha anche aggiunto di avere anche altre motivazioni più personali che lo hanno condotto a questa sofferta decisione. ”So che tanti campioni hanno rinunciato e il golf non ne esce benissimo: a me dispiace, da tifoso, perché le Olimpiadi sono un grande evento“. Il posto di Molinari nella squadra azzurra sarà preso da Matteo Manassero: “Sono dispiaciuto che Francesco Molinari abbia scelto di non partecipare alle Olimpiadi, ma sono felice di aver avuto l’opportunità di poter rappresentare l’Italia a Rio 2016. Mi sento in forma“, continua Manassero, “soprattutto alla luce degli ultimi risultati, e l’idea di gareggiare ai Giochi Olimpici mi emoziona molto“.

In realtà, dietro la rinuncia di tanti campioni del golf c’è anche la questione del calendario, stravolto per fare spazio proprio alle Olimpiadi. Infatti gli ultimi due major della stagione, l’Open Championship, ora in corso, e lo US PGA Championship, che si terrà tra il 25 e il 31 luglio, andranno in scena nell’arco di due sole settimane, e subito dopo Rio 2016 scatterà l’ultima settimana utile per qualificarsi al ricchissimo Pga Tour Championship (22-25 settembre), prima della Ryder Cup di fine mese. Insomma, va bene lo spirito olimpico, ma i montepremi sono meglio. E forse l’idea di riportare il golf nei cinque cerchi dopo 112 anni di assenza non è stata così brillante come si pensava all’inizio.