26 medaglie, 22 d’oro e 4 vinte in queste Olimpiadi di Rio 2016: numeri da record che di fatto rendono Michael Phelps l’atleta più premiato nella storia dei Giochi moderni.

E per il nuotatore americano la scorpacciata di medaglie potrebbe non essersi conclusa, dato che lo aspettano i 100 farfalla, mentre non c’è stata gara nei 200 misti, dove ha stracciato gli avversari.

Un dominio assoluto, che in epoca moderna può essere paragonato solo a quello della ginnasta russa Larisa Latyina, che tra il 1956 e il 1964 vinse 18 medaglie tra cui 9 ori. Numeri che Phelps ha già raggiunto e sorpassato nel 2012.

Bisogna tornare addirittura a prima di Cristo, ovvero il 164 e il 152 a.C., e affidarsi agli annali della storia greca: Leonida da Rodi, velocista, che vinse 12 titoli in discipline individuali (lo stadion, il diaulo e l’oplitodromia, tre tipi di corse, di cui l’ultima con l’armatura).

Phelps però ha superato anche questo record, arrivando a reclamare la 13esima medaglia d’oro grazie alla vittoria dei 200 misti. E come accennato prima, la gara dei 100 farfalla potrebbe ampliare un distacco già leggendario.

Per quanto riguarda il primato dei quattro ori consecutivi (Rio 2016 – Londra 2012 – Atene 2004 – Pechino 2008) Michael Phelps può essere equiparato solo al discobolo Al Oerter e Carl Lewis, noto come il figlio del vento.

Una bella rivincita per l’atleta che dopo Londra aveva deciso di smettere, poi ci aveva ripensato e quindi era stato arrestato per guida in stato di ebrezza, con conseguente sospensione dalla federazione americana e ricovero in un rehab. Una storia di riscatto come tante se ne possono scovare a Rio 2016, nessuna delle quali però può esibire una simile collezione di medaglie in bacheca.