Sarà alla sua terza Olimpiade e difende il bronzo di Londra 2012. Si ritrova con due meravigliosi figli… in più in famiglia rispetto a quattro anni fa, Emiliano e Gregorio, e punta a una medaglia anche a Rio (la sua gara è prevista il 21 agosto), consapevole però che non saranno i suoi ultimi Giochi Olimpici. No. A Tokyo 2020 ci vorrà essere, eccome… Marco Aurelio Fontana, 31 anni, brianzolo trapiantato da otto anni a Castell’Arquato, è il fenomeno italiano della Mountain Bike che quattro anni fa tagliò il traguardo londinese al terzo posto, ma… senza sella, per una sorta di ‘spot’ che fece il giro del mondo.

Marco Aurelio, un suo ricordo, non necessariamente sportivo, delle ultime due Olimpiadi?

Pechino 2008 è stata quasi una vacanza con i miei amici (Domingo, Marco il Boss, Pippo Lamastra e la mia attuale Moglie Elisabetta) nel senso che il ricordo più bello riguarda l’esperienza di un ragazzo giovane che correva in una realtà piccola che andava a confrontarsi con i Grandi dello sport. Certo la gara è stata fantastica, il Villaggio e quel ricordo di un Evento enorme, ma subito dopo la gara abbiamo festeggiato alla grande e siamo andati in Australia a correre facendo quindi un prolungamento della gita. Stupenda! Quattro anni fa a Londra ricordo una città piena di vita, luci e business. Gli Inglesi hanno fatto le cose in grande e tutti hanno in mente un’Olimpiade che ha fatto storia in termini di organizzazione e ordine. La verità è che i ricordi più belli non legati alla gara in se riguardano ancora una volta le persone e quindi i pre e post Medaglia con i miei parenti, amici ed il mio Team. Sono sempre le persone a fare la differenza..”

Com’è andato l’ultimo quadriennio?

A tratti esaltante e a tratti difficoltoso. Ho avuto degli “up and down”, ma ho comunque conquistato un bronzo agli Europei ed uno ai Mondiali quindi ho arricchito la bacheca. Avrei voluto raccogliere di più ma lo sport è così, a volte ti dà ed a volte ti toglie. E’ il bello ed il brutto della competizione, del confrontarsi ogni giorno e del cercare di essere il migliore”.

La famiglia si è arricchita, com’è cambiata la sua vita?

Quando hai dei figli capisci finalmente il senso della vita ed il suo ciclo. Sono una persona più completa e felice con una Famiglia fantastica. I’m a lucky boy”.

Che obiettivo si pone per Rio e come vede anche i suoi compagni?

Io voglio riprendere la Medaglia e voglio farlo mostrando il mio stile e quello che so fare su una bici. Anche se arrivo da qualche gara sotto tono i miei goals rimangono alti e non potrebbe essere diversamente. Luca Braidot e Andrea Tiberi sono alla prima Olimpiade e penso che non abbiano ancora capito esattamente che tipo di evento sarà…sono preparati e forti, vanno sempre meglio e sono fiducioso anche per loro ma appena entreranno nel clima Olimpico verranno catapultati in un altra dimensione. Si gaseranno al massimo e sarà un extra boost!”.

Le piace il percorso e la location brasiliana?

Si me gusta! E’ veloce, tecnico e perfetto per le mie caratteristiche. Il Brasile poi è un paese incredibile e Rio una delle città più belle al Mondo, non vedo l’ora di essere là”.

Ha detto che vuole arrivare come minimo fino a Tokyo 2020, conferma?

Si altri quattro anni di puro racing saranno sicuramente il cammino del dopo Rio. Il fatto di fare Tokyo dipenderà dai vari CT e dalle mie performance”.

Qual’è lo stato di salute della sua disciplina in Italia?

Numeri sempre in crescita ovvero sempre più ragazzini in sella a delle MTB. Il Cross Country è visto come ciclismo, ma associato al divertimento quindi i giovani lo vogliono praticare. A livello Mondiale abbiamo avuto annate migliori, ma se pensiamo che abbiamo qualificato 3 uomini Elite alle Olimpiad (mai successo prima) significa che siamo una Nazionale forte”.

Cos’è l’Olimpiade per Marco Aurelio?

I Giochi sportivi dove si sfidano i Migliori atleti del Pianeta. Sembra banale ma non lo è”.

Due parole su di lei al di fuori dello sport?

Amo i motori e la roba vecchia, ma ogni giorno mi appassiono sempre di più di arte e architettura. Adoro il mare e la montagna, ma vivo in collina e… è il massimo”.