La Russia rischia grosso, anzi grossissimo. Dopo aver salutato la squadra di atletica leggera, già esclusa dalle ormai prossime Olimpiadi di Rio 2016 dalla Iaaf, l’intera spedizione a cinque cerchi del gigante dell’est potrebbe venir bandita dai Giochi per volontà del Cio. L’accusa è pesante: si parla di presunta manomissione delle provette dei test antidoping durante le Olimpiadi invernali di Sochi, con lo scopo di nascondere la positività di alcuni atleti russi.

Il mese scorso, il presidente del Cio Tomas Bach era stato molto chiaro a proposito: “Se le accuse di doping di Stato riguardo le Olimpiadi invernali di Sochi dovessero essere provate, le federazioni russe coinvolte dovrebbero essere bandite dalle Olimpiadi”. E il concetto è stato ribadito con forza un paio di giorni fa da Craig Reedie, numero uno della Wada: “La Iaaf ha squalificato l’atletica russa a causa delle violazioni del codice antidoping. Se fosse dimostrato con evidenza che altri sport sono coinvolti nella cosa, con altrettanta evidenza ci aspettiamo che anche le relative federazioni subiscano lo stesso destino“. Gli ha fatto eco il suo predecessore, ex presidente e fondatore della Wada, Dick Pound: “Escludere la Russia dai Giochi sarebbe come lanciare una bomba atomica. Ma non è un’opzione impossibile“.

A puntare l’indice è stato l’ex capo dell’agenzia antidoping russa Grigory Rodchenkov, e se le sue dichiarazioni dovessero venir confermate da prove concrete, il Cio potrebbe arrivare alla più drastica delle soluzioni. La più drastica ma non la più probabile: è anche possibile che si decida di far scontare la squalifica alla Russia nel corso della prossima Olimpiade invernale, ovvero quella di Pyeongchang 2018. D’altra parte, in Russia sono in corso indagini ufficiali nei confronti di Rodchenkov, con l’accusa di abuso di ufficio. Sostanzialmente l’uomo, che ora vive negli Stati Uniti, è sospettato di aver utilizzato il proprio ruolo per ottenere vantaggi personali in contrasto con gli interessi legittimi del laboratorio antidoping.

L’inchiesta della Wada è condotta dal canadese Richard McLaren, avvocato del Tas di Losanna. Il suo rapporto è atteso per il 15 luglio.