Una delle tante storie olimpiche. Questa è stata la finale del double trap maschile. Primo, perché il tiratore pratese Marco Innocenti – unico della squadra azzurra a non far parte dei corpi militari di Stato – tornerà da Rio nella sua armeria di Montemurlo con la medaglia d’argento al collo. Secondo, perché a batterlo nella finale di Double Trap è stato il quarantanovenne Fehaid Aldeehani con la bandiera “neutra” degli Independent Olympic Athletes. Medaglia di bronzo a Sydney 2000 e Londra 2012, Al-Deehani è infatti un militare nato in Kuwait sospeso dal CIO per ingerenze politiche. Dopo l’ultimo colpo, la cerimonia di premiazione è stata ritardata di diversi minuti nella fossa olimpica di Rio de Janeiro: dicono che la medaglia d’oro abbia chiesto l’esecuzione dell’inno nazionale del Kuwait, vietato dal protocollo olimpico.

GIOIA

Tornando a Innocenti e alle sue lacrime sfrenate, il tiratore italiano ha iniziato a piangere di gioia al termine della semifinale, nella fossa olimpica insieme al tedesco Andreas Loew e all’australiano James Willett – che nelle cinque serie di qualificazione avevano fatto registrare il nuovo record olimpico di 140 – agli inglesi Tim Kneale e Steven Scott – che si sono sfidati per la medaglia di bronzo, 30/28 per quest’ultimo – e a Fehaid Aldeehani, primo della semifinale davanti al nostro con 28/26 piattelli. Il tiratore toscano aveva chiuso le qualificazioni al 5/o posto con il punteggio di 136 ed è risalito fino al Gold Medal Match rompendo gli ultimi 10 piattelli. Peccato per quel doppio zero che ha spianato il tiro a Fehaid Aldeehani medaglia d’oro senza bandiera.