Nel pieno delle sue facoltà mentali Eduardo Paes, sindaco di Rio De Janeiro, ha chiesto espressamente alla Nintendo che i Pokemon GO siano presenti ai Giochi Olimpici di Rio 2016. L’idea, bizzarra ed alquanto malsana, ha però una base di fondamento ben solida, in quanto il primo cittadino vorrebbe sfruttare la presenza dei Pokémon per animare e movimentare i Giochi olimpici.

Non che una kermesse come quella sportiva dei cinque cerchi abbia bisogno di ulteriore movimentazione, ma di certo l’attività di Eduardo Paes fa sorridere. Perché si tratta di un ulteriore modo per farsi pubblicità, sfruttando un trend che è diventata una vera e propria malattia in tutto il mondo.

E dunque, ecco il messaggio a Nintendo su Facebook, per far sì che anche in Brasile venga rilasciato Pokémon GO; o, perlomeno, nella sua città. Attualmente, Pokémon GO è disponibile in Italia, Stati Uniti, Australia, Germania, Spagna, Portogallo, Nuova Zelanda e Gran Bretagna.

Il successo del videogioco ha preso un po’ tutti alla sprovvista, con smartphone e tablet che sono diventati, ancora di più, un prolungamento del braccio delle persone. Il gioco è semplice: catturare i piccoli mostri giapponesi che si trovano in giro per il mondo. E dalla psicosi che si genera perché un Pokemon si trova a Central Park a New York, con centinaia di persone che attraversano la strada rischiando seriamente la morte, alla richiesta su Facebook di rilascio del gioco in concomitanza con la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi, prevista per il 5 agosto.

Nintendo, però, non ha proferito verbo e non ha nemmeno dato una data ufficiale per il rilascio dell’applicazione in Brasile. Alle Olimpiadi mancano solo tre settimane: il tempo c’è.