È una vittoria storica quella della nazionale di calcio del Brasile alle Olimpiadi di Rio 2016: l’oro è infatti il primo titolo della sua storia, oltretutto ottenuto in casa, con un pubblico decisamente impazzito in seguito alla partita contro la Germania, risoltasi alla lotteria dei rigori.

Artefice della conquista è Neymar, universalmente reputato il migliore in campo, autore sia dell’unico gol della Seleçao durante i tempi regolamentari, arrivato su un calcio di punizione perfetto, che del rigore decisivo dopo l’errore di Petersen.

Alla Germania dunque l’argento e alla Nigeria il meritato bronzo. Ma torniamo al Brasile, che finalmente ha mostrato di essere una nazionale, anche per merito dell’allenatore Rogerio Micale, che con il suo spavaldo 4-2-4 ha puntato tutto sulla tradizione del bel gioco, che era stata accantonata negli ultimi anni.

Non che la Germania abbia ammainato bandiera bianca sin da subito, dal canto su:o: per quanto il gioco tedesco abbia latitato le occasioni da goal, prendendo tre traverse, ma poi arrivando al pareggio al tredicesimo del secondo tempo, in una fase della partita in cui l’energia della formazione teutonica sembrava essersi spenta.

Il 7-1 del 2014 è stato dunque vendicato, per quanto in pochi dei brasiliani avessero giocato l’ormai famigerata e disastrosa partita contro la Germania. Neymar da vero trionfatore si è tolto qualche sassolino dalle scarpe: “È una delle cose migliori che mi sia mai capitata. Ora Adesso i critici devono rimangiarsi tutto. Non posso descrivere le mie emozioni, ho realizzato il mio sogno e averlo fatto nel mio Paese mi rende molto orgoglioso“.

Per poi arrivare all’annuncio shock, quello dell’addio alla fascia da capitano, in aperta polemica contro chi due anni fa avevano fischiato e contestato pesantemente l’amata Seleçao.