Ecco l’atteso bilancio del Presidente del CONI Giovanni Malagò. Che non si tira indietro su nessuno argomento.

MEDAGLIERE

“Abbiamo fatto una bella figura, sono contento. Potevamo anche guadagnare qualche altra medaglia, e ci abbiamo creduto. Si poteva fare meglio? Sì. Si poteva fare anche tanto peggio. Siamo stati competitivi in molti sport. Restano dei rimpianti, ovviamente. Abbiamo perso delle medaglie in modo assurdo, anche per sfortuna e infortuni. Ma rimaniamo lì, anche con medagliati giovani. Con un sistema tutto sulle spalle del Comitato Olimpico. Sono orgoglioso di essere il presidente del Coni e di essere italiano”. Così Giovanni Malagò nel bilancio azzurro di fine Olimpiadi. “Tutti preoccupati, 25 medaglie sarebbe stato un gran risultato tenendo conto che si erano perse medaglie potenziali nella scherma. Poi non ci siamo fatti mancare niente: la vicenda Nibali, Mangiacapre, tutti e due costretti a rientrare. Ma siamo sempre lì nei primi dieci. Sessantanove sono gli atleti medagliati a Rio, il 10% in più rispetto a Londra e il 56% rispetto a Pechino. Il Coni pagherà 5 milioni e 400mila euro per questi podi e sono ben felice di farlo”.

NUMERI

L’età media delle medaglie è 27.21, un anno e mezzo in meno di Londra e due e mezzo rispetto a Pechino. Si dimezzano i medagliati nati all’estero, cinque a Rio contro i 9 di quattro anni fa. La prima regione è il Lazio con 9 medagliati, seguita da Toscana, Sicilia, e Liguria. Prima città Roma con sei seguita da Catania. Ringraziamenti a ciclismo, nuoto, scherma e volley. Quanto all’atletica che torna con zero medaglie, Malago’ ha detto “non cerchiamo alibi, ci aspettavamo di più. Ci siamo anche andati vicini, penso alla Palmisano, quarta nella marcia, alla finale dell’alto con la Trost che era decisamente alla portata, viste le misure. Poi ho sperato che non squalificassero Schwazer, e abbiamo perso Tamberi, il Paltrinieri dell’atletica.

MADE IN ITALY

“Casa Italia è stata il fiore all’occhiello di questi nostri Giochi, il luogo dove abbiamo esportato chi siamo, chi è il Comitato Olimpico italiano, le nostre eccellenze nel vino, nel cibo, nell’arte, nella moda, nello sport. Ci hanno riconosciuto tutti che sappiamo fare anche questo lavoro. Ci sono arrivati i ringraziamenti da parte di tutti, anche degli sponsor che già ci hanno confermato il loro supporto per il prossimo quadriennio”.

ROMA 2024

“L’assenza del Comune? Dico che per avere le pagelle alte bisogna avere tutti i voti alti, e noi su quel punto non siamo giudicabili. Certo è che il Cio ha apprezzato la presenza del governo e del premier. Noi abbiamo fatto tutto quello che si poteva in maniera elegante e discreta. Poche settimane e sapremo cosa succederà”.

RIO

“Rio? Il mio parere da addetto ai lavori è che all’inizio ci sono state delle perplessità. C’era scetticismo, toccando anche con mano il villaggio degli atleti. Lì c’erano i problemi che sapevamo. Abbiamo fatto di necessità virtù. Noi italiani forse in questo siamo più bravi degli altri. Abbiamo fatto venire subito i nostri artigiani, sistemando le cose indispensabili. I servizi, le docce, le pulizie. Poi si è messo in moto tutto, anche con dei campi di gara molto belli. Io li ho visti veramente tutti, ve lo garantisco. Se il Brasile va in finale nel volley, nel beach (e siamo purtroppo stati testimoni negativi) e nel calcio, tutto questo aiuta. E il Brasile ci è rimasto dietro nel medagliere. Loro avevano tutte le squadre qualificate di diritto e potevano fare dunque una preparazione sportiva lunga sette anni”.