Eh sì, pare di essere tornati ai tempi della Guerra Fredda, in questo caso per questioni legate allo sport o meglio, molto più tristemente, al doping. Usa (e non solo) contro Russia, in nome dello sport pulito (da che pulpito, verrebbe da dire…). Oggi, secondo quanto scrive il ‘New York Times‘, il Cio potrebbe escludere tutte le nazionali russe, quindi non solo quella dell’atletica, dall‘Olimpiade di Rio, assecondando la richiesta delle agenzie antidoping di dieci paesi, fra i quali Usa, Canada, Germania, Spagna, Giappone e Svizzera e quella che di un gruppo di oltre 20 atleti di cui non vengono fatti i nomi.

CIO

“Nel nome della comunità degli atleti puliti e delle organizzazioni antidoping – è scritto nella lettera – confidiamo che il Cio, in base a carta, codici e principi olimpici, sospenda immediatamente il comitato olimpico e paralimpico russo dal movimento e dichiari che nessun atleta può rappresentare la Russia ai Giochi”. In prima fila in questa ‘battaglia’ in nome dell’etica e dello sport pulito ci sono gli Usa, con il presidente della locale agenzia (Usada) Travis Tygart, secondo il quale i russi non avrebbero mantenuto la promessa di fare pulizia. Il NY Times ribadisce quindi che già oggi il Cio potrebbe annunciare il bando olimpico a tutte le rappresentative della Russia. Verrebbero quindi accreditate le dichiarazioni di Grigory Rodchenkov, ex direttore del laboratorio di Sochi che avrebbe ricevuto ordine dal governo di coprire il doping russo, con l’intervento perfino di agenti dei servizi segreti per ‘ripulire’ o sostituire i campioni organici di molti atleti che erano stati controllati. Tra coloro risultati positivi ma poi ‘cancellati’, secondo un’inchiesta pubblicata nei mesi scorsi dal quotidiano della Grande Mela, ci sarebbero stati 15 vincitori di medaglie.

RISPOSTA RUSSA

Il ministro dello Sport russo, Vitaly Mutko, ha sempre contestato con decisione queste ricostruzioni giornalistiche. Oltretutto le agenzie che chiedono la messa al bando della Russia si sono mosse in base a un rapporto che la Wada, l’agenzia mondiale antidoping, ha commissionato all’avvocato canadese Richard McLaren, i cui contenuti avrebbero dovuto essere divulgati soltanto… oggi e che invece sono già noti. Tra l’altro, McLaren avrebbe coinvolto lo stesso Mutko nel programma del cosiddetto ‘doping di Stato’. “Il rapporto McLaren non è ancora stato pubblicato, ma per loro è tutto già molto chiaro – ha replicato il ministro – e questo è sorprendente. Magari è stato proprio Tygart a scrivere questo rapporto? Non sarebbe affatto una sorpresa“.