Un gruppo unito, una squadra tutto sommato giovane, in forma e clamorosamente carica, nonostante nei pronostici del primo giorno di gare a Rio si parli soprattutto, in chiave italiana e anche giustamente, di Zublasig e Detti, Fiamingo e Nibali. E noi insistiamo: attenzione ai giovani azzurri del Judo, che saranno probabilmente da podio fra quattro anni a Tokyo, ma che possono già sorprendere a Rio nonostante un tabellone tutt’altro che amico nel sorteggio

MANZI

I ragazzi però non se ne curano anche perché, d’accordo con lo staff, hanno deciso di non guardare gli accoppiamenti iniziali, che scopriranno solo una volta giunti sul tatami a Barra da Tijuca. “Un’emozione unica – dice il 20enne Elios Manzi, rivelazione della stagione, impegnato subito oggi nella categoria 60kg – qui al Villaggio olimpico si respira un’aria di festa, ma allo stesso tempo si vede che tutti gli atleti sono concentrati e aspettano con ansia il giorno di gara. Qualificazione raggiunta con poche prove? E’ vero, ma non mi ha condizionato né scosso più di tanto. Adesso che sono qui però, la tensione comincia a farsi sentire. Siamo outsider, è giusto considerarci tali. Ci siamo qualificati all’ultimo e, a parte Odette, nessuno era testa di serie. Detto ciò, credo che tutto il gruppo abbia le carte in regola per far bene qui a Rio. Noi siamo qui  per vincere”.

JUFFRIDA

“Facendo questo sport – ci dice Odette, impegnata domenica nella categoria 52kg – non siamo mai stati abituati a essere al centro dell’attenzione, non ci interessa particolarmente. Combattiamo ogni giorno per i nostri sogni e non tanto per essere conosciuti. Ovviamente ben venga tutto il resto, interviste, un minimo di fama ecc., nel caso dovesse arrivare una medaglia. Per adesso va bene così. Noi siamo pronti a tutto, siamo giovani, affiatati, siamo una bella squadra. Da tanto non la sentivo così unita. Abbiamo una forza nuova, che ci viene dal gruppo e dall’aiuto reciproco che ci diamo. Noi pensiamo di vincere… “.