Russi salvi ai Giochi? Fino a un certo punto. Ora spetta alle Federazioni internazionali decidere chi portare e chi no: sono già stati richiesti i nomi degli atleti coinvolti nel rapporto McLaren, al pubblico ancora sconosciuti, e per loro non esiste alcuna possibilità di essere accettati.

TIRO E NUOTO

La federazione mondiale di tiro ha già ricevuto le informazioni su tre atleti le cui provette erano sparite e li ha subito sospesi. La federazione tiro con l’arco invece ha dato il via libera alle tre arciere russe (Tuiana Dashidorzhieva, Ksenia Perova e Inna Stepanova), sottolineando che sono state ripetutamente controllate nel tempo e non sono mai state sanzionate per motivi di doping, e quindi possono partecipare alle Olimpiadi. E ora ecco la notizia che sono 7 i nuotatori russi estromessi dai Giochi sulla base dell’ultimo rapporto Wada e delle indicazioni del Cio. Si tratta di Mikhail Dovgalyuk, Yulia Efimova (bronzo a Londra 2012 nei 200 rana e squalificata 16 mesi nel 2013), Natalia Lovtcova, Anastasia Krapivina (nuoto di fondo) – in questi 4 casi la richiesta di ammissione ai Giochi è stata ritirata dallo stesso Comitato olimpico russo -, Nikita Lobintsev (argento a Pechino e bronzo a Londra, sempre in staffetta), Vladimir Morozov (bronzo nel 2012 nella 4×100 sl) e Daria Ustinova, i cui tre nomi figurano nel rapporto Wada. Salvi gli atleti di sincro, tuffi e pallanuoto. La Fina ha anche deciso di sottoporre a nuovi test i campioni degli atleti russi raccolti ai Mondiali di Kazan del 2015 e ora custoditi nel laboratorio di Barcellona.