Il numero degli atleti russi esclusi dagli imminenti Giochi di Rio sale a quota diciotto, tra  nuoto, canottaggio, sollevamento pesi e lotta, più ovviamente tutti quelli dell’atletica leggera, Klishina esclusa.

CANOA

La federazione internazionale di canoa ha annunciato che cinque russi citati nel rapporto McLaren non potranno partecipare ai Giochi di Rio. Si tratta di Elena Aniushina K2 500; Natalia Podolskaia, K1 200; Alexander Dyachenko, K2 200, campione olimpico in carica; Andrey Kraitor, C1 200; Alexey Korovashkov, C2 1000m. Le cinque barche si erano tutte qualificate ai Mondiali di Milano nel 2015. A conquistare il pass per il C2 erano stati Melantyev e Pervukhin, nessuno dei quali è implicato nel rapporto McLaren o ha avuto trascorsi di doping, ma la federazione russa ha deciso di rimpiazzare Melantyev con Korovashkov, uno dei cinque atleti esclusi, e quindi la “quota-barca” sarà annullata e non riassegnata. Per tutti gli altri casi, sono ripescate le barche delle Nazioni che si piazzarono alle spalle dei russi ai Mondiali di Milano: Austria (K2 500 donne); Germania (K1 200 donne); Svezia (K2 200 uomini); Iran (C1 200 uomini).

DICIOTTO

Diventano quindi 18 gli atleti di Mosca ai quali è stato revocato l’accredito. Domenica il Cio aveva rimandato alle singole federazioni internazionali la scelta di ammettere o no gli atleti ai Giochi, stabilendo però alcune linee guida. In particolare, l’organo di governo dello sport mondiale aveva sottolineato che non sarebbero stati accettati sportivi russi che in passato fossero stati coinvolti in vicende di doping. Lunedì erano arrivati i primi stop dalle federazioni di nuoto, canottaggio, sollevamento pesi e lotta.