Un finale amarissimo, una medaglia che svanisce per 26 centesimi al termine di una gara brutta, dominata dalla tensione, da parte di tutte le attese protagoniste. Delusione soprattutto perché il tempo necessario a vincere quanto meno la medaglia di bronzo era assolutamente alla portata della veneta. Federica Pellegrini è solo quarta nei 200sl al termine di un ultimo atto nervoso come prevedibile ai Giochi di Rio. Non è caduto nessuno record del mondo, nonostante il passaggio fortissimo di Coleman e McKeon ai cento metri. L’oro è andato a Ledecky, che ha comunque dovuto sudare sette camicie per avere ragione di Sarah Sioestroem, argento. Bronzo all’australiana già citata. E quarta Federica.

GARA

La finale più veloce di sempre. Doveva essere, in teoria. Ma non è stato così e in realtà ce l’aspettavamo, per via della presenza sui blocchi di tante campionesse con condotte diverse. Ancora una volta né LedeckySjoestroem sono partite forte, ma hanno accelerato dopo la virata dei 100 metri, a metà gara. Ecco lì ha perso la medaglia Federica, che ha provato a passare un po’ più veloce del solito, ma è rimbalzata troppo indietro nella terza vasca. Nemmeno il rush finale le ha consentito di recuperare fino al terzo gradino del podio, anche se lei ha ammesso di essere “scoppiata” negli ultimi 50 metri. Il vero rimpianto è legato al tempo: nessuna ha fatto sfracelli, addirittura Ledecky ha vinto sì il terzo oro olimpico della sua gloriosa carriera a soli 19 anni e molti altri ne seguiranno, ma senza nemmeno battere il tempo di Schmitt a Londra 2012, toccando prima in 1’53”73: gran crono, certo, il secondo di sempre con i costumi in tessuto, ma non il record del mondo previsto dal suo allenatore. Almeno quello, 1’52”98 rimane a Federica dal 2009. La svedese Sjoestroem, che ci è parsa la migliore nella condotta di gara, ha chiuso seconda in 1’54”04 e si conferma grandissima “garista” soprattutto in una disciplina che non nuota mai a questi livelli. Terza McKeon, che nel finale ha bruciato Pellegrini e resistito nonostante un passaggio forte a metà gara; quarta appunto la veneta, in 1’55”18, non esattamente il tempo che aveva in mente di fare per salire sul podio a Rio 2016. Un’altra occasione sprecata dopo Londra e probabilmente non ce ne saranno altre. Resta un’atleta grandissima, ma oggi purtroppo fuori dal giro delle medaglie.