Un leone, anche se è nato ai Caraibi. Un bronzo di grande valore (Italia a medaglia nella disciplina dopo Minguzzi oro a Pechino 2008, anche se quella era greco-romana), a 24 anni, completando un filotto da podio che parte dai Giochi Europei di Baku e arriva fino alle Olimpiadi, passando per i Mondiali d’oro. Oro che tutti si aspettavano qui a Rio 2016, ma non c’è nulla di scontato nello sport. Da Frank a Frank. Frank Chamizo, italiano di Cuba come la mamma del Presidente CONI Malagò, ha conquistato una magnifica medaglia di bronzo nella lotta libera, categoria 65 kg, battendo Frank Aniello Molinaro nella “finalina”, naturalmente di origini italiane…

LACRIME

Ha pianto il “nostro” Frank, alla fine. Perché lui voleva regalare l’oro all’Italia “che mi ha dato un’altra vita”. Lo vincerà a Tokyo 2020. Ha pianto di rabbia dopo la semifinale lasciata all’azero Asgarov (4-7), lo stesso atleta che aveva battuta nella finale dei Giochi Europei. Dopo un incontro molto equilibrato, con continui capovolgimenti di fronte, e con un ultima azione che è stata contestata dallo staff italiano tanto da richiedere il videocheck. Il ricorso, sul 6-4, è stato respinto, con l’assegnazione del settimo punto e della vittoria finale al rappresentante della repubblica caucasica. Partito 0-1, Chamizo aveva ribaltato il punteggio in 2-1 con una posizione di pericolo, si era portato in vantaggio 4-3 con una quasi schienata, era stato poi raggiunto 4-4 per una spinta fuori, e dopo l’ammonizione del suo angolo s’è vista sbarrare la strada della finalissima. Ingiustamente? Difficile dirlo. Ma non piangere, Frank. Sei stato grandissimo lo stesso. Sembrava persino sentirsi in colpa perché nella sua testa c’era solo un obiettivo, l’oro olimpico. Per l’Italia.

GARA

La giornata era iniziata con una vittoria in rimonta per 3-1 sull’armeno Devid Safaryan, già campione iridato, e aveva seguito lo stesso copione ai quarti di finale, contro il ventiquattrenne georgiano Zurabi Iakobishvili, quinto classificato agli ultimi Campionati Europei. Chamizo è subito passato in svantaggio nella prima ripresa per 1-0, e nel corso della seconda ha subito un’azione del lottatore caucasico, che si è portato addirittura sul 3-0. Sembrava finita. Negli ultimi trenta secondi del match, però, in maniera eroica, l’italo-cubano è riuscito a ribaltare la situazione spingendo per due volte Iakobishvili fuori dall’area di combattimento e assumendo una posizione dominante a pochi secondi dalla fine, tanto da imporsi 4-3. Destino, ci siamo detti. Invece il lieto fine non c’è stato. Certo, l’italo cubano non è stato lo stesso di Las Vegas, del Mondiale 2015, anche per via di una distorsione al gomito che lo tormenta da un bel po’. Ma va solo ringraziato. Un leone. Caraibico.