Ci ripetiamo: la parola chiave di Rio 2016 è e sarà ritmo. La Cerimonia dei XXXIesimi Giochi Olimpici della storia colpisce per semplicità e low coast, senza voli pindarici, come previsto per altro, raccontando la nascita dell’umanità prima, fino a quella del Brasile stesso poi, ma si accende solo con la musica di casa: che sia l’inno Nazionale toccante suonato da un quartetto d’archi, passando per la Bossa e soprattutto la hit “Tropical Nation”, vero momento clou di tutta la serata, quando tutto lo stadio si alza in piedi a ballare.

CALORE

Non è la prima volta che un intero stadio danza durante una Cerimonia d’apertura olimpica, non sarà l’ultima. Ma difficilmente esiste un popolo più coinvolgente dei brasiliani quando è “toccato” dalle corde della musica che più ama, non necessariamente solo Samba. Forse ci sono state Cerimonie più belle, sicuramente gli amanti del rock ricorderanno a lungo quella di Londra 2012 (molto più costosa però), ma l’apertura dei Giochi brasiliani aveva un altro intento, raccontare con semplicità la storia e la tradizione di un popolo. Obiettivo centrato in pieno. Con una novità, la sfilata delle Nazioni “animata”, nel senso che per la prima volta gli atleti hanno dovuto “fare qualcosa” oltre a sfilare e basta: ognuno di loro ha ricevuto un seme da piantare che andranno a costituire la Foresta degli Atleti Nel Radical Park di Deodoro. In Brasile esistono più di 50.000 specie di alberi…

SICUREZZA

Città assolutamente blindata: Villaggio chiuso a tutti gli addetti ai lavori, strade presidiate ovunque. Dal centro stampa al Maracanà ci sono volute quasi due ore di pullman, più un’ora per entrare all’interno dello stadio dopo controlli a tappeto. L’emozione che si prova nel mettere piede all’interno in questo impianto unico, costruito per i Mondiali del 1950, è indescrivibile, anche se gli spettatori presenti erano 60.000, venti mila in meno della capienza attuale e numero lontanissimo rispetto ai 200.000 che, si dice, abbiano assistito a Brasile-Uruguay, ultima partita del torneo iridato datato appunto 1950.

PAPA

“Auguri agli atleti di #Rio2016. Siate sempre messaggeri di fraternità e di genuino spirito sportivo”. Lo ha scritto in un tweet Papa Francesco nella giornata di inaugurazione dei giochi olimpici in Brasile. L’attesa in sala stampa è stata rovinata dalla notizia di un furto da 50 mila euro subito dai reporter dell’Afp (Agence France press) al terzo piano del Main press center, nel Parco olimpico di Rio De Janeiro. Due persone – un uomo e una donna, quest’ultima quasi sicuramente senza “pass” necessario per superare i controlli – hanno rubato materiale tecnico (obiettivi, macchine fotografiche e computer). I due – secondo quanto si è appreso – sono stati inquadrati da alcune videocamere di sorveglianza.

TEDOFORI

Fra i tedofori che oggi, in avvicinamento alla cerimonia di apertura, hanno portato la torcia olimpica per le strade di Rio non poteva mancare la ragazza d’Ipanema. Heloisa Pinheiro, ex modella e presentatrice televisiva che, da giovane, fu la musa di Tom Jobim e Vinicius de Moraes che la immortalarono nella canzone ‘inno’ della bossa nova ha fatto da tedofora nel quartiere di cui è diventata il simbolo, fra due ali di folla che la hanno applaudita e le hanno scattato delle foto.

SFILATA

Sempre coinvolgente, ovviamente la sfilata della Nazioni, aperta dalla Grecia e chiusa dal Brasile, con in mezzo le altre 105 Nazioni in ordine alfabetico, ma seguendo la lingua portoghese. Federica Pellegrini, nel giorno del suo 28esimo compleanno, ha sfilato emozionata, ma convinta, sventolando il Tricolore in maniera decisa e festosa. Dietro di lei gli azzurri al solito social e festanti, per altro accolti da un boato clamoroso. Fischi invece per l’Argentina, subito coperti da applausi.

E adesso spazio alle gare.