Niccolò Campriani è un tipo strano: le sue gare sono sempre all’insegna della sofferenza, a sentire i racconti. Gli crediamo, naturalmente. Ma i fatti dicono in realtà che è l’uomo migliore nei finali tirati e che le nuove regole, da lui tanto osteggiate, gli hanno consentito di conquistare oggi il terzo oro della sua straordinaria carriera, secondo a Rio, grazie all’azzeramento dei punteggi in finale. Finale agguantata all’ultimo tiro e per ottavo (su otto concorrenti). A Londra 2012 probabilmente non sarebbe nemmeno arrivato sul podio in questa situazione…

FENOMENO

Morale, il cecchino fiorentino, esattamente come quattro anni fa, è medaglia d’oro della carabina 50 metri tre posizioni, in piedi, in ginocchio, a terra. Ha condotto sempre la finale, ma prima dell’ultimo attivo si ritrovava secondo, a o,6 punti dal russo Kamensky, non l’ultimo arrivato. E qui ci è tornato alla mente Di Donna nella pistola automatica: Niccolò non termina bene la sua gara, con un discreto 10.2. Ma il russo non regge la pressione e spara sul soffitto: 8,3, altra trionfo per Campriani. Pazzesco.  ”Non ne avevo più, l’oro di oggi è stato un regalo – ha detto -. E’ stata una settimana pazzesca, ero preoccupato perché, dopo l’oro, ho dormito poco. Non riuscivo a scrollarmi l’adrenalina: l’eliminazione di Petra (Zublasing, la sua compagna), le sfide dei compagni, poi ho cercato di prendere tutto alla leggera e oggi sono stato fortunato, pescando la finale per niente. Queste finali ‘back to zero’ sono micidiali, ne avevo già pagato le conseguenze. Sono contentissimo della prova che ho fatto. E’ pazzesco arrivare a due ori, non me l’aspettavo. Ero sicuro che sarebbe stata l’ultima Olimpiade e quindi vediamo cosa succederà. Non è ancora detto nulla, devo pensarci a mente fredda. Alla fine ero stanchissimo, tiravo tra un battito di cuore e l’altro ed è andata bene. Kamensky (il russo che era in testa prima dell’ultimo colpo, ndr) oggi è stato il migliore e forse ha sbagliato a tirare dopo di me. Il mormorio del pubblico lo avrà disturbato…”.

Modesto, chiacchierone, sempre un po’ pessimista, ma in realtà già nella leggenda del tiro a segno. Non solo italiano. Mondiale…