Eccoci all’ultimo rantolo, l’ultimo singulto, come l’avrebbe definito il grande critico musicale Lester Bangs, dell’Olimpiade brasiliana. Che si può riassumere in caos e impianti, nel segno che di confusione ce n’è stata tanta, disorganizzazione pure, ma con palazzetti e stadi molto ben preparati. Il resto l’hanno fatto i campioni.

DOV’E L’OLIMPIADE?

Insomma, ecco agli ultimi giorni dei Giochi di Rio 2016. Il copione non è cambiato più di tanto, anche se resta la sconvolgente follia, per esempio, di Lochte e compagni che volevano dare della città un’immagine ancora più drammatica di quanto già non abbia. Mal gliene incoglierà, perché qui la polizia non scherza su certe faccende e fortuna per Ryan che è già rientrato negli Stati Uniti. Solito copione, dicevamo: ma chi vive a Rio non li sente questi Giochi? Non li vive? Gli stadi sono mezzi vuoti, eccezion fatta per Maracanà, beach e Maracanzinho, ma volley e calcio sono le passioni Nazionali. Non c’è calore, non c’è grande allegria. Si esulta per le medaglie, si fa festa per quelle d’oro, ma sono i tifosi a farlo. Non il popolo. Che è fuggito da Barra da Tijuca, la zona del Parco Olimpico, dove i tassisti locali si perdono in un inferno di posti di blocco e strade deviate. E dove tre su cinque neanche vogliono portarti…

RISCOPERTA

Una cosa, almeno una, l’Olimpiade l’ha lasciata agli abitanti di Rio. Se ai tassisti, sempre loro, chiedi come mai non conosco la strada per Barra e il Parco Olimpico, per il cuore pulsante dei Giochi, ti rispondono che.. in realtà la loro Olimpiade è da un’altra parte. Dove sbarcarono per la prima volta i portoghesi, fondando appunto “Rio de Janeiro”, il “Fiume di gennaio”. E’ il Barrio Rio Centro. Qui la “Cidade Maravilhosa” è nata, giusto di fronte al Porto, e qui la gente si riversa a festeggiare. Non va allo stadio o negli impianti, ma “vive” l’evento davanti al maxi schermo e poi si lascia andare per i Giochi Olimpici, ma a modo suo. Perché questo era il vecchio centro, quello dei veri abitanti di Rio, il loro centro. Ma era una zona morta e oggi l’hanno riconquistata, è rinata, ristrutturata per i Giochi. L’amore per Rio Centro è più forte dell’amore per i Giochi. A Barra c’è l’Olimpiade, degli altri. A Rio Centro c’è quella del brasiliano vero, che ha ritrovato quanto pensava di aver perso. E’ l’unico gesto d’amore degli abitanti verso una manifestazione che per il resto non ha toccato le loro corde.