Giornata ricca di medaglie e soddisfazioni per l’Italia, ma anche le delusioni non sono mancate. Intanto, copertina che per Gregorio Paltrinieri, atteso all’oro e (forse) al record del mondo sui 1500sl nella finale di sabato 13 agosto. Il primato non è da sottovalutare, perché se dovesse arrivare garantirebbe automaticamente il successo. Ne siamo convinti.

CACCIA ALL’ORO

Nel giorno della clamorosa, ma forse non così imprevedibile debàcle (solo 16esimo) di Sun Yang, il campione di Carpi centra il miglior crono di ingresso in finale con 14’44”51, “tempone” per una batteria. Li ha messi tutti dietro, per ora:  gli americani Connor Jaeger e Jordan Wilimovsky, e anche il rivale forse più temibile, l’australiano Mack Horton. Dimostrazione di sicurezza, forza, preparazione adeguata. Ma non sarà una passeggiata conquistare il metallo più pregiato. E nella rosa degli otto che si giocheranno il podio c’è spazio per l’amico e compagno di allenamenti Gabriele Detti, bronzo nei 400, in finale nel mezzofondo dell’acqua con il quinto tempo. ”Mi diverto e questa per me è la cosa più importante – confessa l’azzurro campione del mondo – Sono qui per godermi fino in fondo questa esperienza, è il mio sogno di bambino: scalpitavo per entrare in acqua, fremevo. Aspettavo la gara di iniziazione”. A Londra a 18 anni aveva chiuso quinto, patendo un po’ la pressione, adesso però dopo tutti i traguardi conquistati nel quadriennio olimpico e la fatica  - fa il tagliando con i suoi 100 km a settimana in vasca – la tensione negativa non sembra cosa sua. Ha ritrovato il sorriso Federica Pellegrini che dopo la delusione nei 200 stile ha usato le staffette come terapia anti dolore. La 4×100 mista nuoterà la finale olimpica nella stessa notte di Paltrinieri e ci va in 3’59″09, record italiano. “Per la squadra ci sono sempre – ha detto l’olimpionica – dopo la delusione volevo scappare, ma la rassegnazione non è da me. Ho resettato, e le staffette, le ragazze, mi tirano sempre fuori dai guai quando lo stato d’animo è un po’ così”.

FIORETTO E CAMPRIANI KO

Delusione tremenda per l’Italia del fioretto maschile, che torna a casa a mani vuote nella prova a squadre. Dopo la sconfitta in semifinale contro la Francia (nei quarti passeggiata sul Brasile), Garozzo, Avola, Cassarà e Baldini, oro a Londra 2012 (con Aspromonte al posto di Garozzo) e campioni del mondo in carica, sono stati sconfitti nella finalina per il bronzo dagli Stati Uniti. Solo un settimo posto per l’azzurro Niccolò Campriani nella finale della carabina da 50 metri ai Giochi di Rio. L’azzurro aveva vinto l’oro nella carabina 10 metri lunedì scorso. Sesto Marco De Nicolo. Tania Cagnotto agguanta la semifinale dal trampolino 3 metri. L’azzurra, dopo l’argento nel sincro 3m con Francesca Dallapè, ha chiuso le eliminatorie con il quarto punteggio, 347.30, ai piedi di un podio virtuale in cui in testa c’è la canadese Jennifer Abel, prima con 373.00, davanti alle cinesi He Zi (367.05) e Shi Tingmao (357.55). Eliminata Maria Marconi.

IRMA TESTA AVANTI

Esordio vincente per Irma Testa, la 18enne campana che ha inaugurato il torneo di pugilato femminile battendo per 2-1 l’australiana Shelley Marie Watts. Nei quarti di finale, porta d’accesso alla zona medaglie, il 15 agosto incrocerà i guantoni con la francese Mossely, seconda testa di serie del tabellone. Irma è nettamente la più giovane delle 12 atlete iscritte nella categoria dei pesi leggeri (57-60 kg). La sua avversaria di questa sera ne aveva ben 10 di più, anche se fisicamente le rendeva dieci centimetri. Sulle sue spalle, e su quelle del supermassimo Guido Vianello in gara sabato 13 agosto, c’è il peso della fin qui sfortunata spedizione dei guantoni azzurri con le eliminazioni dei vari Manuel Cappai, Valentino Manfredonia, Clemente Russo, Carmine Tommasone e l’infortunio di Vincenzo Mangiacapre.

VELA, DA DOMENICA LE PRIME MEDAGLIE

E’ ancora tutto sul tavolo nell’RS:X femminile. L’azzurra Flavia Tartaglini non brilla come nelle giornate passate, ma lotta come una leonessa ed è seconda dietro la sempre più sorprendente russa del Mar Caspio, Stefania Elfutina (la grande novità di questa disciplina che non ha ancora una padrona assoluta), passata al comando della flotta al termine delle 12 regate di qualificazione. Ma le distanze sono minime: 55 punti per la russa, uno in più per la surfista romana alla sua prima Olimpiade. Questo alla vigilia della Medal Race in programma domenica e che assegna le prime medaglie della vela qui a Rio. Nell’ultima regata a punteggio doppio si decide tutto. almeno 6 atlete hanno ancora la possibilità di farcela. “L’ho fatto apposta per mantenere la suspense fino alla fine – dice -… No scherzi a parte è che questa classe come avevo detto all’inizio è piena di donne…. cazzute. Nessuno vuole mollare”. Conti-Clapcich, nella nuova classe introdotta in questa edizione gli 49er FX sono quarte per ora in generale. Ma il cammino è ancora lunghissimo.