Siccome in casa Milan il momento non è abbastanza grottesco di suo, ecco che Totò Riina viene pescato dalle telecamere della Dia mentre discorre amabilmente di Barbara Berlusconi (foto by InfoPhoto) col suo compagno di cella, il boss Alberto Lorusso. E’ quanto emerso dalle intercettazioni ambientali depositate agli atti del processo sulla trattativa Stato-Mafia in corso a Palermo. Niente di scabroso, nessun messaggio in codice, nessuna rivelazione imbarazzante: solo un po’ di sano pettegolezzo al sugo di melanzana.

Minchia… Barbarella, Barbaretta, ‘sta Barbarella è potentosa come suo padre, perché si è messa sotto quello lì… Lui era un potente giocatore e non ha potuto giocare più, lui dice che vuole venire di nuovo

Avventurandoci in una traduzione dalla lingua riinese all’italiano, sembra che il padrino stia ironizzando sulla voracità sessuale di Barbara Berlusconi (“potentosa“), attribuendole una sorta di origine genetica (“come suo padre“); voracità piuttosto mascolina (“si è messa sotto quello lì“) e dalle conseguenze perniciose (“lui era un potente giocatore e non ha potuto giocare più“). Evitando di tradurre l’ultima frase, possiamo concludere che Riina abbia attribuito il declino di Pato alla sua relazione con la mantide religiosa di nome Barbaretta che ora ricopre il ruolo di amministratore delegato-bis. Chiacchiericcio da bar: in fondo, Totò u’ curtu è notoriamente tifoso milanista.