Titolo della telenovela: “Rigore su Ranocchia in Inter-Cagliari”. Riassunto delle puntate precedenti: in seguito a un marchiano errore dell’arbitro, Massimo Moratti scatena un attacco frontale contro il direttore di gara e, soprattutto, contro la Juventus, con precisi riferimenti all’epoca moggiana; immediata la rappresaglia bianconera. E se anche Galliani ha ritenuto di dover dire la sua, figuriamoci se poteva tenersi fuori dalla pugna Massimo Cellino. E infatti, nella giornata di ieri, ecco il comunicato ufficiale emesso dal Cagliari sul proprio sito web, dal titolo eloquente (“A proposito di San Siro”):

Un rigore (presunto) negato ha scatenato una bufera mediatica senza precedenti in questo campionato. Nella bagarre verbale si è perso di vista un aspetto fondamentale della questione: i meriti del Cagliari che al Meazza ha sfiorato la vittoria. Anziché silenzi stampa, scontri durissimi a mezzo stampa e lamenti vari, sarebbe stata necessaria un’analisi attenta della partita, nel corso della quale il Cagliari ha mostrato idee di gioco, organizzazione e spirito di sacrificio superiori a quelli dell’Inter. Il Cagliari, quindi, per interpretazione della gara e numero di occasioni da rete, è stato più bravo dell’Inter e non solo ha meritato il 2-2 ma avrebbe meritato il successo pieno. Per far crescere il calcio italiano, addetti ai lavori, giornalisti e pubblico dovrebbero avere la capacità di analizzare non solo gli episodi e i presunti errori arbitrali ma la qualità del gioco. E su questo piano il Cagliari ha vinto ampiamente la sfida del Meazza. Tutto il resto sono chiacchiere che, come tutte le chiacchiere, verranno portate via dal vento”.

Parole che ci sentiamo di condividere in pieno, benché consapevoli dell’immutabile anima machiavellica di questo paese, in cui non esiste altra cultura se non quella della vittoria con qualsiasi mezzo e della mortificazione dello sconfitto – un paese in cui, se non sei tu a vincere, allora qualcuno ha tramato nell’ombra e non è mai colpa tua.