Com’è, come non è, alla fine in mezzo alla bufera lui ci finisce sempre. Dopo il recente coinvolgimento nello scottante caso del ricatto a Valbuena per il suo sextape, Karim Benzema ha deciso suo malgrado di alzare l’asticella dello scandalometro, facendosi tirare in mezzo a qualcosa di ancora più grave: traffico di droga e riciclaggio di denaro sporco. Quella categoria di reati, insomma, che ti aspetti di veder accostata a qualche camorrista, o a qualche politico, o a entrambe le cose, e non al centravanti del Real Madrid, ecco.

La storiaccia è raccontata dal quotidiano francese Liberation, secondo cui Benzema sarebbe già stato ascoltato come testimone in merito a un’indagine aperta dal tribunale di Parigi lo scorso 17 settembre. Gli inquirenti stanno concentrando le loro attenzioni su una società, la BH Event’s, di cui l’attaccante francese risulta il principale azionista. Il magistrato a capo delle indagini, Van Ruymbeke, ha per ora escluso il coinvolgimento diretto di Benzema, ma dalle pagine di Liberation si evince che il suo nome sarebbe stato fatto più volte nel corso di telefonate (intercettate) tra narcotrafficanti. “Karim è parte lesa“, lo difende un membro del suo entourage, “in questa storia ci ha perso un sacco di soldi“.

Fatta salva l’inviolabilità della presunzione di innocenza fino a prova contraria, è quantomeno bizzarro osservare la frequenza con cui alcuni personaggi si facciano travolgere da terremoti mediatici, e a volte giudiziari, come questi. Negli ultimi giorni in Francia il dibattito politico-calcistico si era concentrato attorno all’opportunità o meno di convocare Benzema in nazionale per le amichevoli di settimana prossima (e ovviamente per l’Europeo), dopo che il giudice del caso Valbuena gli aveva tolto le misure cautelari che gli impedivano di avvicinarsi all’ex amico. Si era scomodato perfino il primo ministro francese, Manuel Valls, per ribadire il suo “no” all’ipotesi, mentre altri personaggi illustri (vedasi Zidane o l’ex presidente Sarkozy) avevano invece espresso parere positivo. Ora, questo nuovo polverone rischia di togliere ogni dubbio al ct Didier Deschamps.