L’Italia di Prandelli esce indenne, non si sa bene come, dalla trasferta di Praga e con lo zero a zero imposto a una Repubblica Ceca sfortunata porta a quattro i punti di vantaggio sulla Bulgaria, seconda nel girone B delle qualificazioni ai Mondiali del 2014. Ma, risultato a parte, non c’è da salvare nulla di questa serata: non il gioco, non l’approccio mentale, non le scelte di Prandelli, non una difesa traballante come non mai, e di certo non l’attesissima coppia El Shaarawy-Balotelli (sostituito il primo, espulso il secondo).

Il primo tempo degli azzurri è di una pochezza sorprendente e l’unico motivo di consolazione, oltre al fatto che si è riusciti ad arrivare all’intervallo sullo 0-0, è che al Mondiale mancano ancora 12 mesi. Non convince, tra le tante cose, il centrocampo scelto da Prandelli, con tre giocatori abituati a navigare nelle medesime acque – Pirlo, De Rossi e Montolivo, con quest’ultimo chiamato a cercarsi una patria dietro le punte, senza mai riuscirci, e i primi due a pestarsi i piedi che è un piacere. Dalla montagna di palle perse in fase di impostazione scaturiscono le ripartenze di Rosicky e compagni, che arrivano al tiro con preoccupante frequenza, anche se con scarsa precisione, vista anche la potenza di fuoco davvero molto relativa a loro disposizione. E così, le uniche vere occasioni derivano da un tentativo di autogol firmato Abate, bravo a fare la diagonale su Jiracek ma goffo nello spiazzare Buffon (palla fuori di mezzo metro); e da una conclusione ravvicinata dello stesso Jiracek, favorito da una serie di rimpalli in mezzo all’area, sul quale è tempestivo l’intervento di Buffon. Per l’Italia si contano solo un paio di sortite isolate di El Shaarawy e, allo scadere, un saggio di egoismo di Balotelli, che invece di servire il liberissimo Montolivo si incaponisce in un dribbling di troppo, finendo per perdere il pallone. Stop.

Prandelli decide che il problema dell’Italia di stasera si chiama El Shaarawy e la soluzione Giovinco (…), ma nella ripresa gli azzurri riescono a esprimersi anche peggio che nel primo tempo, anche se non ancora ai livelli della telecronaca di Dossena, uno che è giunto a lodare la “numerosità” dell’attacco ceco e la loro presunta abilità genetica di tirare bene da fuori. Buffon deve salvare in due circostanze sul laziale Kozak, liberato prima da una dormita di Chiellini (che non lo mette in fuorigioco) e poi da un liscio di De Rossi: fortunatamente Buffon non pisola e salva in entrambe le occasioni. Davanti, manco a dirlo, non si combina alcunché di buono. Figuriamoci quando poi l’arbitro decide di cacciare un comunque pessimo Balotelli (foto by InfoPhoto) per un doppio giallo decisamente severo: in inferiorità numerica e con Giovinco unica punta è come andare alla guerra armati di pistole che sparano bandierine con la scritta “BANG”. Venti minuti di sofferenza, con un palo clamoroso di Jiracek e un possibile rigore per i cechi non accordato dal direttore di gara. Poi, finalmente, il pulsante OFF del telecomando.