Mezza Europa si è innamorata di lui durante i quarti di finale contro la Polonia, quando è stato lui, e non Cristiano Ronaldo, a prendere per mano il Portogallo e a traghettarlo a fatica verso una non del tutto meritata semifinale a Euro 2016. Il Bayern Monaco, invece, ci aveva visto più lungo di tutti e si era assicurato da tempo il suo talento scintillante, via di mezzo tra Davids e Seedorf. Parliamo di Renato Sanches, naturalmente. Solo che, almeno a sentire Guy Roux, veterano dei tecnici francesi, i bavaresi non hanno comprato un diamante grezzo di 18 anni, ma un baldo giovanotto di 24.

“Lui dice di avere 18 anni ma dovremmo guardare al suo passato”, le parole di Roux rilasciate alla televisione romena Dolce Sport, “la sua data di nascita è stata dichiarata anni dopo, per questo la data registrata non è corretta. Posso assicurare che ha 23 o 24 anni”. Boom. Secondo i documenti ufficiali, Renato Sanches è nato il 18 agosto del 1997 a Lisbona, ma è certo che il bambino, di origine capoverdiana, fu registrato all’anagrafe civile quando aveva già cinque anni, a causa della separazione dei genitori.

Tra l’altro, non è la prima volta che qualcuno mette in dubbio la vera età del centrocampista portoghese. Come riporta il quotidiano spagnolo AS, già all’epoca del Benfica i rivali cittadini dello Sporting Lisbona avevano insinuato che Sanches fosse troppo forte per l’età dichiarata, salvo poi ritrattare quando il club delle Aguias minacciò di portare la faccenda in tribunale.

Quello dell’età fasulla è diventato quasi un topos calcistico-letterario, tanto è frequente nella storia di questo sport, e quasi sempre ha riguardato giocatori africani o di origine africana. Tra i più celebri si possono ricordare Roger Milla, il centravanti del Camerun grande protagonista a Italia ’90, che arrivò addirittura ad ammettere di aver mentito sulla propria età a inizio carriera. Poi Luciano, l’ala di Inter e Chievo che iniziò la sua carriera italiana con il nome di Eriberto, giocatore mai esistito di quattro anni più giovane. Altri giocatori furono accusati, più o meno apertamente, di aver giocherellato con l’anagrafe: tra questi ci sono campioni come George Weah, che per alcuni nacque nel 1963 e non nel 1966, o come Abedì Pelé, anche lui indicato come più vecchio di due anni rispetto alla data presente sulla carta di identità. Infine, per restare ai tempi più recenti, il caso di Joseph Minala, il giocatore delle giovanili della Lazio, poi attivo in Serie B con Bari e Latina: in questo caso, a “tradirlo” era stata la sua faccia, considerata un po’ troppo adulta per uno nato nel 1996.