Per qualcuno, la Juventus, che ride e festeggia dopo la qualificazione nella notte magica di Madrid c’è qualcun altro che geme e si lecca le ferite per l’occasione fallita, il Real Madrid. I Blancos questa volta non ce l’hanno fatta perché sulla loro strada hanno trovato una squadra più forte e molto probabilmente più affamata. Molte le cause della sconfitta, alcune imperdonabili come aver schierato Sergio Ramos a centrocampo nel match dell’andata, altre imponderabili come alcuni errori commessi sotto porta da giocatori galattici del calibro di Bale e Cristiano Ronaldo, altri ancora dovuti alla sfortuna di avere uomini chiave come Modric e Khedira ancora in infermeria. A prescindere da tutto, però, a salire sul banco degli imputati, almeno per l’intera stampa spagnola, è solo un uomo: lui, Carlo Ancelotti.

Naturalmente in questi casi l’allenatore è sempre il parafulmine o il capro espiatorio dell’accaduto, anche con a voler trovare tutte le attenuanti del caso. Allora è Ancelotti a pagare per tutti, ora che bisogna gettare in pasto ai tifosi per placare le ire di coloro che tengono a galla il club come contribuenti. E ora ovviamente l’ex allenatore del Milan rischia grosso essendo la sua panchina per stessa ammissione del presidente Florentino Perez inevitabilmente a rischio. Al Real Madrid d’altronde è così, se vinci e continui a vincere sei il re di Madrid e della Spagna, nel preciso istante in cui non vinci più, vieni detronizzzato. Ancelotti a Madrid ha vinto nei suoi due anni di permanenza, e pure tanto (una Coppa di Spagna, Una Supercoppa, la decima Champions League e un Mondiale per Club), ma ora non vince più, quindi… arrivederci e grazie. Anche se, per dire, la Liga sarebbe ancora teoricamente conquistabile. Anche se il contratto del tecnico di Reggiolo scade nel 2016. Perez, uno storicamente sempre andato per le spicce, ha già deciso. Ancelotti verrà sostituito da Zidane.

Ora per Ancelotti si prospetta un altro futuro da migrante e, dopo aver allenato un po’ in tutta Europa, gli scenari più ipotizzabili non sono tanto quelli delle mete più esotiche e fantamilionarie (Turchia, Cina, Usa, Emirati Arabi) ma quelli che prevedono ambienti già frequentati come ad esempio la Premier League visto che sono in ballo trattative già avviate (anche se solo verbali) da mesi con il Manchester City che avrebbe individuato in Ancelotti l’allenatore ideale per la ricostruzione dei Citizen. E a proposito di rifondazioni, non è escluso anche – nell’ipotesi di un ingresso nella società rossonera di nuovi finanziatori – un blitz da parte del Milan per un ritorno del figliol prodigo che sarebbe a dir poco epico.