La Juve esce sconfitta 2-1 dal Bernabeu contro il Real Madrid. Per i bianconeri la situazione del girone di Champions League si complica notevolmente. Il Galatasaray supera agevolmente il Copenaghen e si porta al secondo posto con due punti di vantaggio sulla squadra di Conte. Il tecnico salentino schiera la sua squadra con il 4-3-3. Nonostante il risultato e un uomo in meno dall’inizio della ripresa (espulso Chiellini) la squadra bianconera fornisce una prestazione incoraggiante, facendo soffrire i fenomeni del Real Madrid. Inizio shock per la Juve: dopo 4 minuti Di Maria trova in area Cristiano Ronaldo (tra l’altro ex compagno di Tevez nel Manchester United. Insieme hanno vinto anche una Champions League), il talento portoghese supera Buffon e deposita in rete. I bianconeri reagiscono, si rendono sempre più pericolosi e al 21′ trovano il meritato pareggio. Caceres effettua un magnifico cross, Pogba salta di testa, Casillias non trattiene e Llorente segna in tap in. Subito dopo un’ingenuità di Chiellini che affossa Sergio Ramos in area, costa il calcio di rigore ai bianconeri. Ronaldo lo realizza in modo esemplare. A inizio ripresa l’arbitro Grafe complica la vita alla Vecchia Signora espellendo Chiellini per una presunta leggera gomitata al solito Ronaldo che pare esagerare un poco nella sceneggiata. Al 58′ Conte sostituisce Pirlo e il Bernabeu lo saluta con una standing ovation. Seppur con qualche rischio la Juve continua persevera nella sua buona prestazione, ma non riesce a pareggiare. L’Italia si consola con i risultati delle altre squadre del nostro Paese impegnate in questa competizione: il pareggio interno del Milan contro il Barcellona e la vittoria del Napoli a Marsiglia.

La Juve doveva rispondere alle critiche dovute al momento non particolarmente felice che sta vivendo. Era importante reagire anche sul piano mentale soprattutto dopo la disfatta fiorentina. L’a.d. bianconero Marotta ha parlato ‘Non di crisi, ma di stanchezza psicologica’. Quella del Bernabeu è una buona Juve, che subisce la rete dello svantaggio, ma reagisce e pareggia. Una squadra che fa vedere di essere viva, che propone un buon gioco. E’ chiaro che contro i fenomeni del Real tutto è più complesso. I bianconeri visti oggi, almeno per quanto concerne l’Italia, possono far sperare i loro tifosi. Anche Buffon era chiamato a dare una risposta al periodo non brillante che sta attraversando. Nei giorni scorsi, nei suoi confronti sono arrivati messaggi di stima come quello di Marotta ‘E’ un campione, è nostro capitano, è nostro leader’, di Conte ‘Per me è una certezza e lo sarà sempre’ e di Prandelli: ‘E’ il numero uno in Italia e sarà titolare ai Mondiali in Brasile’.  Mentre il portiere riferisce ‘ho superato momenti ben più difficili’. Oggi il capitano juventino è incolpevole sulle due reti subite e la speranza è che, anche in vista del Mondiale 2014, possa tornare a essere il Buffon che parava anche l’impossibile.  La difesa bianconera è sotto accusa. Fino alla gara di stasera, tra campionato e Champions League, aveva subito 13 gol in 10 partite (in Serie A mai così male da ventuno anni). Allora non c’è esame più complesso che Cristiano Ronaldo e compagni. Conte schiera la sua retroguardia a quattro, ma, in fatto di gol subiti, il risultato non cambia: la maggior parte di volte in cui le squadre avversarie si avvicinano alla porta di Buffon la Juve subisce la rete è ciò non agevola sicuramente dal punto di vista psicologico.  Sicuramente la dea bendata non sta aiutando la retroguardia bianconera, ma è anche vero che la difesa della Vecchia Signora continua a essere troppo perforabile e spesso a causa di ingenuità individuali.

A cura di Giovanni Battista Terenziani