L’interior design non è l’unico settore in cui l’all white va di moda. Secondo i membri di Landskrona (foto by InfoPhoto), frangia estrema del tifo dello Zenit San Pietroburgo, la loro squadra dovrebbe essere composta unicamente da giocatori bianchi, come hanno spiegato in un farneticante comunicato stampa:

Per noi, l’assenza di giocatori di colore nello Zenit è una tradizione importante che evidenzia l’identità della società e nulla più. Perché l’Athletic Bilbao, che schiera solamente giocatori baschi, è ammirato, mentre noi e il nostro club siamo accusati di razzismo. Noi rappresentiamo una società di un’importante città del nord Europa e non abbiamo nessun legame con la mentalità africana, sudamericana o australiana

Saranno contenti Hulk e Witsel, prelevati quattro mesi fa a suon di dollaroni da Porto e Benfica, che proprio pallidi non sono. Speriamo per loro che non siano nemmeno gay, visto che gli illuministi di Landskrona non c’è spazio neanche per loro: “Siamo contrari alla presenza di rappresentanti delle minoranze sessuali”. Come se i calciatori facessero outing ogni giorno.

Del tutto inutile, ovviamente, tentar di spiegare loro che l’autarchia dell’Athletic Bilbao non ha nulla a che vedere con istanze fasciste o razziste, ma si ispira a principi solidaristici emersi nel periodo della dittatura franchista.

Immediata la replica del club russo, affidata a Luciano Spalletti:

La tolleranza è la capacità di comprendere e accettare le diversità. Ed essere tollerante significa anche saper lottare contro ogni forma di stupidità. Lo Zenit ha dimostrato coi fatti cosa significhi tenere un comportamento tollerante e aperto. La squadra ha accolto giocatori provenienti da diversi paesi, che lavorano bene insieme per raggiungere gli obiettivi comuni. Sono sicuro che avremo ragione noi, con l’aiuto di tutti gli altri tifosi, nettamente più numerosi. San Pietroburgo è una città accogliente e pronta a ogni tipo di esperienza”.

Gli ultras di Landskrona, di “cultura” (rigorosamente tra virgolette) fascista, sono stati al centro di numerosi episodi di violenza, come quelli occorsi nel luglio del 2011 a Makhachkala, in occasione del match tra l’Anzhi e lo Zenit. Dopo il caos di Roma per Lazio-Tottenham e il sequel che ha visto come protagonisti i tifosi del West Ham, le curve politicizzate danno ancora prova della loro connaturata idiozia.