Il ranking UEFA torna a sorridere all’Italia, capace di portare tre squadre italiane nelle semifinali europee, come non accadeva dal 2003, anno della storica finale di Champions League tra Milan e Juventus: è presto per tirare i bilanci definitivi, ma già possiamo dire che questo 2014-15 assomiglia maledettamente alla tanto agognata stagione del rilancio per il calcio nostrano. Già, perché se dopo il 2003 fu soprattutto il Milan, nobile ora decaduta, a tenere alta la bandiera dell’Italia in Europa, con la splendida eccezione dell’Inter del Triplete nel 2010, negli ultimi cinque anni le nostre squadre avevano rimediato solamente figure mediocri, affondando nel ranking UEFA non solo nei confronti delle corazzate Inghilterra e Spagna ma anche in quelli della rampante Germania, e perdendo un preziosissimo posto in Champions League. Ma ora il vento sembra aver invertito la sua direzione.

Ranking UEFA

Grazie a questa eccellente annata europea, l’Italia ha raccolto 18.1 punti, seconda solo alla Spagna (18.3), mentre Germania (15.5) e soprattutto Inghilterra (13.5) hanno finora pagato dazio. Le cose, come detto, potrebbero ancora migliorare da qui al termine dell’annata, e certamente lo faranno nei confronti degli inglesi, fuori da tutto ormai da tempo.

Ecco, proprio l’Inghilterra potrebbe diventare il nostro prossimo obiettivo. Come sappiamo, il ranking si calcola sulla base dei risultati delle squadre di club nelle precedenti cinque stagioni, e l’anno prossimo cesseranno di valere i punti accumulati nella stagione 2010-11, che fu disastrosa per la Serie A (11.5 punti) e molto positiva per la Premier League (18.3). In altre parole, l’anno prossimo l’Italia potrebbe presentarsi alla griglia di partenza con meno di 4 punti di distacco dagli inglesi (o addirittura di meno, se Juve, Napoli e Fiorentina andranno ancora avanti) e circa 5 dalla Germania, che tuttavia ha ancora il formidabile Bayern Monaco in corsa. Considerando che solo tre anni fa il ranking recitava Inghilterra 84.4, Italia 59.9 (e l’anno scorso i punti di distacco erano comunque 18), è facile intuire come il sorpasso sia effettivamente possibile.

Non bisogna farsi prendere dall’entusiasmo, tuttavia. La Premier League resta un campionato ricchissimo ed è assai improbabile che si ripeta la congiuntura astrale che quest’anno ha estromesso tutti i grandi club d’Oltremanica dalle fasi calde delle coppe. Insomma, bisogna partire dal presupposto che Chelsea, United e compagnia faranno il loro dovere l’anno prossimo, e che dunque spetterà alle nostre squadre dare continuità di risultati. Un’impresa non semplice ma possibile, ora che finalmente abbiamo smesso di trascurare volontariamente l’Europa League (vera miniera di punti alla portata di tutti). Magari non nel giro di un anno, ma di due: specialmente se Inter e Milan decideranno di tornare a farsi vedere anche oltre confine.