Leicester. Il fenomeno che sta incantando il mondo del calcio nel vero senso della parola. Già, perché i Foxes, ad ogni impresa, raccolgono sempre più adepti e simpatizzanti.

Dopo il succeso in trasferta sul Manchester City c’è già chi si prepara a festeggiare organizzando, su Facebook, una “Macchinata ignorate per andare a festeggiare il Leicester campione”.

Insomma, la incredibile cavalcata del Leicester, di Claudio Ranieri, di Vardy, passato in pochi anni dal lavoro in fabbrica al sogno di disputare l’Europeo con la maglia dell’Inghilterra, sta affascinando tantissimi appassionati.

Il tinkerman, protagonista di meme social che lo vogliono nei panni di Richard Ashcroft nel video di bitter sweet symphony, a travolgere i vari Klopp e Mourinho che gli si parano davanti, ora ci crede.

Crede nell’impresa del club primo in Premier League, ma quart’ultimo nel monte ingaggi. “Ai miei ho chiesto di scendere sempre in campo come fossero dei disperati. E’ normale per una squadra che l’anno scorso si è salvata per il rotto della cuffia”, le parole dell’ex tecnico del Chelsea.

“Quest’anno ci sta andando tutto bene. Le grandi squadre hanno delle difficoltà, per cui o vinciamo la Premier League quest’anno o mai più. Dobbiamo approfittarne”.

Claudio Ranieri è tornato in Premier League undici anni dopo la fine dell’esperienza al Chelsea. “Sostenni un colloquio con i dirigenti del Leicester in cui esposi le mie idee, che evidentemente piacquero. In Inghilterra si fa così quando si tratta di scegliere un allenatore. Un club compone una lista di candidati che poi si restringe a due, tre nomi”.

Di ruolo difensore, da calciatore Claudio Ranieri è stata una bandiera del Catanzaro. Dal 1974 al 1982 225 presenze ed 8 reti. “Questo Leicester mi ricorda quella squadra allenata da Gianni Di Marzio” le sue parole al Corriere della Sera “E’ la sintesi del risultato che ho sempre sognato da allenatore. Un gruppo che punta equamente sul gioco e sulla consapevolezza”.

“In quella squadra” ricorda Ranieri “c’erano i vari Silipo e Palanca. Certo, come esempio non è il massimo. Meglio Guardiola. Ma questo Leicester a me ricorda quel gruppo di amici che si ritrovava per giocare al calcio”.