Prima conferenza stampa da Campione d’Inghilterra per Claudio Ranieri. La sala stampa è gremita, ovviamente non si può neanche fare il paragone con quella che fece all’alba della prima giornata di campionato. Champagne, strette di mano, sorrisi. Ma soprattutto una valanga di complimenti, applausi e facce rilassate: finalmente la favola ha avuto il suo lieto fine e si può festeggiare con tutti, anche con la stampa. E adesso che farà Re Claudio? Lascia da vincitore o raddoppia?

«Farmi da parte ora per lasciare un ricordo indelebile? Sarei un pazzo… Ho cambiato gioco ad inizio stagione e i calciatori mi hanno seguito. Al Leicester ho trovato un buon mix e la loro professionalità è stata fantastica: anche chi non ha giocato spesso ha regalato prestazioni straordinarie quando chiamato in causa. Nessuno si è lamentato negli allenamenti, tutti hanno lottato per trovare un posto in squadra»

Non lascia niente, Ranieri, anzi. L’occasione di giocare la Champions con i suoi ragazzi è troppo ghiotta e poi bisogna far vivere alla città di Leicester delle notti europee indimenticabili, guardando i colossi del calcio alla pari, da campioni. Il tecnico italiano ha continuato a rispondere: «Ho detto che mi sarebbe piaciuto arrivare a Wembley per giocarmi una finale con questa squadra? Lo confermo, ma prima fatemici arrivare, poi vi dirò quale partita e contro chi mi piacerebbe giocare. Voi mi vedete qui, ma io sono come un attore: ci sono e non ci sono. Vi ascolto, vi guardo, ma in realtà sono fuori da questa stanza e sono concentrato sulla prossima partita contro l’Everton, sabato»

Sarà proprio sabato la giornata della grande festa, nel King Power Stadium, davanti a un pubblico ancora incredulo e per cui bisognerà organizzare qualcosa d’indimenticabile, con ospiti all’altezza di un evento più unico che raro. Dunque se è stato un italiano a portare in trionfo il Leicester, sarà un italiano a cantarlo questo trionfo: Andrea Bocelli. Il cantate si esibirà allo stadio, davanti ai tifosi dei Foxes: «Avevo conosciuto Andrea Bocelli a un concerto che aveva tenuto a Londra.  – ha spiegato Ranieri – Mi ha chiamato uno o due mesi fa, era felice per quello che stava succedendo qui e mi ha detto che sarebbe stato contento di venire a cantare per noi e gli ho detto che sarebbe stato fantastico. Che aria canterà? Nessun dorma»

Poi arriva l’inevitabile momento di ripercorrere questa straordinaria cavalcata: «Mi sono goduto non soltanto le ore immediatamente successive alla vittoria del campionato, ma tutta la stagione, perché fin dall’inizio ho avvertito qualcosa di speciale nell’aria. Non mi sarei mai aspettato di vincere, ma abbiamo lavorato molto duro per riuscirci. Lo so, tutti i club, tutti gli allenatori, tutti i giocatori lavorano duro, ma solo uno vince e quest’anno è successo a me. È un bel sapore – prosegue Ranieri - Ho ricevuto tanti messaggi, di congratulazioni, a cominciare da quello del presidente della Fifa, Infantino. Io cerco di rispondere a tutti, ma appena inizio a scrivere, iniziano le telefonate».

Se c’è un termine che viene accostato al Leicester è soprattutto “favola”. Ranieri è d’accordo nel considerarla tale: «Vincere a quest’età è il mio karma: ho lottato tantissimo per raggiungere i miei obiettivi e quindi questo titolo ha un significato speciale. Quella del Leicester è una favola, ma la mia favola è iniziata a Cagliari tanto tempo fa. Sono partito dai dilettanti, sono arrivato in A e da lì è partito il mio volo. Però, certo, vincere la Premier è una roba speciale soprattutto qui. Quando riceverò il trofeo sarà forse il momento più bello della mia carriera. Per questo voglio ringraziare tutti: proprietario, giocatori, staff e tifosi. Il boss Vichai Srivaddhanaprabha ha dato calma, positività e buonumore a tutti, non l’ho mai visto nervoso. È stato importante perché mi ha aiutato a tenere un buon clima nello spogliatoio. Cosa ha detto mia moglie? Niente di speciale, lei è orgogliosa di me perché sa che sono un uomo onesto. E l’onestà è la cosa per me più importante»

Chiosa sul futuro, consapevole che riconfermarsi sarà difficilissimo: «I bookmakers ci danno a 42 a 1? Io non credo agli scommettitori, quest’anno non ci hanno preso. La squadra futura? Non voglio nomi importanti, dobbiamo prendere buoni giocatori, certo, ma chi arriverà dovrà avere lo spirito di questi ragazzi, non voglio rompere l’armonia dello spogliatoio»