Putiferio intorno al presunto caso di doping riguardante Zlatan Ibrahimovic? Neanche per idea. L’ex commissario tecnico della nazionale svedese di atletica Ulf Karlsson ha lanciato accuse davvero pesanti nei confronti del fuoriclasse di Svezia e del Psg definendolo atleta dopato durante il periodo nel quale giocava con la Juventus (“Secondo me Zlatan Ibrahimovic era dopato quando giocava nella Juventus“, queste le testuali parole), coinvolgendo direttamente proprio il club bianconero. La Juventus però ha reagito depositando una fitta coltre di silenzio sulla vicenda, decidendo di non dare adito e credito a tali voci. O almeno fino ad ora nulla è stato diffuso da parte delle fonti ufficiali del club.

Chi invece non ha affatto deciso di lasciar passare impunemente la faccenda è il procuratore di Ibrahimovic, ovvero l’italo-olandese Mino Raiola che sul tabloid svedese Expressen ha tuonato in maniera alquanto minacciosa contro le affermazioni di Karlsson: “Ci stiamo già attivando per denunciarlo. Forse questo Karlsson è un ex atleta fallito, forse è geloso. Quest’uomo ha fatto un grosso errore: per lui ci sarà una vita prima di questa dichiarazione e una vita dopo. Così si diffondono menzogne“.

Parole, quelle rilasciate al quotidiano svedese, che scagionano indirettamente anche l’operato della Juventus in quegli anni: “C’erano un sacco di controlli alla Juve: Zlatan è stato testato tra le 15 e le 20 volte – afferma Raiola. Quindi, tutte queste accuse sono ridicole. Possiamo dimostrare che tutto è falso. In tutti i club dove è andato, Zlatan non ha preso alcun farmaco, nemmeno un’aspirina“.

Anche Albin Ekdal, l’altro oggetto dell’attacco da parte di Karlsson oltre a Ibra, ha risposto per le rime sulle pagine di un altro eminente mezzo d’informazione svedese: Aftonbladet. ”Le sue affermazioni sono completamente false – ha dichiarato il centrocampista dell’Amburgo -. Da parte mia, le considero accuse ridicole“.