I tifosi hanno la memoria corta, recita il detto. Ma solo per ciò che riguarda le cose belle; quelle meno belle, invece, sono dure a essere rimosse dal ricordo collettivo. Lo sa bene la Roma, riunitasi questa mattina a Trigoria per l’inizio del raduno e accolta da una furibonda contestazione (solo negli ultimi mesi ne abbiamo contate almeno quattro) a suon di cori e striscioni. Uno dei quali recita testualmente: “26-05-2013… Bentornati merde”, un elegante e sfumato riferimento alla finale di Coppa Italia persa contro la Lazio.

Ce n’è per tutti i gusti. Walter Sabatini è accusato di essere “la rovina della Roma”; la dirigenza tutta viene spernacchiata a colpi di finte mazzette di banconote (come a dire, siete dei poveracci) e cori d’incoraggiamento per la futura permanenza in Serie A; il nuovo logo societario viene declassato a semplice “pelouche”, i giocatori – in particolare Castan e Pjanic (e meno male che Osvaldo è assente) – vengono salutati da bordate di fischi da parte del centinaio di contestatori assiepatisi di fronte ai cancelli. “Noi non dimentichiamo, avete infangato la Roma”, campeggia su un altro striscione, tanto per confermare quanto detto prima a proposito della memoria dei tifosi.

L’unico a essere risparmiato dalle forche caudine, manco a dirlo, Francesco Totti, l’unico punto di riferimento riconoscibile e riconosciuto di un club che traballa. Per quanto ancora il 37enne capitano potrà ricoprire questo ruolo ingrato, be’, è tutto un altro discorso.