Anche con il risultato piuttosto risicato (e rosicato) di 1-0 maturato a Firenze tra Italia e Malta, valevole per la qualificazione agli Europei di Francia 2016, la Nazionale azzurra si ritrova ora quasi inaspettatamente in vetta al Gruppo H mettendo praticamente in cassaforte il passaggio successivo alla fase finale del torneo. Gli dà certamente una grossa mano la Croazia che, già penalizzata di un punto per la questione della svastica in campo (disegnata nel prato dello stadio Poljud a Spalato in occasione del match Croazia-Italia dello scorso 12 giugno), a Baku contro l’Azerbaijan non riesce ad andare oltre lo 0-0 smarrendo così la ghiotta chance di mantenere il vantaggio sulle inseguitrici. Fondamentale invece la vittoria della Norvegia a Sofia che consente ai norvegesi di rimanere pericolosamente minacciosi nella classifica del Gruppo H.

La Croazia non approfitta cedendo la vetta della classifica, e questo è un bene ma, verrebbe da da pensare che se Atene piange, Sparta non ride poiché l’analisi del match Italia-Malta non consente di mostrare progressi nel gioco degli Azzurri. Anzi. Sapevamo, fuor di retorica pre-tattica, che come annunciato da Buffon e Conte in conferenza stampa sarebbe stata una partita difficile poiché la nazionale maltese si sarebbe arroccata in difesa per sfruttare le ripartenze, ma onestamente non immaginavamo una difficoltà così accentuata nella costruzione di occasioni da gol.

Due terzi del centrocampo a tre han funzionato, con Pirlo e Verratti che a conti fatti hanno dimostrato di saper convivere, però manca dinamismo, movimento, e anche inventiva. L’ingresso di Parolo nella ripresa al posto di uno spento Bertolacci ha vivacizzato la manovra, ma fondamentale è stato l’ingresso di Candreva (per infortunio di Gabbiadini che nel frattempo aveva colpito l’incrocio dei pali al 58′) che ha cominciato a spingere sulla corsia di destra firmando l’assist per la rete decisiva di Graziano Pellè, seppur viziata da un fallo di mano.

Ghedin tatticamente ha presentato un Malta gagliardo che con l’aggiunta di un difensore, Borg, nel suo abituale 4-4-2 e arretrando Failla ha finito col ridisegnare una compagine apparsa solida e poco incline a concessioni territoriali e a penetrazioni offensive. Un 3-5-2 che ha sfruttato le ripartenze e spesso ha messo in difficoltà la nostra retroguardia con uno scatenatissimo Effiong (vicino al gol alla mezzora del primo tempo). Nella prima frazione di gioco l’Italia davanti non ha funzionato: gli esterni Eder e Gabbiadini troppo lontani da Pellè per consentire un dialogo. Nella ripresa un po’ meglio ma i cambi sono risultati decisivi.

Classifica aggiornata del Gruppo H

1. Italia 15
2. Croazia 14 (penalizzata di 1 punto)
3. Norvegia 13
4.Bulgaria 8
5. Azerbaijan 5
6. Malta 1