Quagliarella ha esultato. E stavolta non per un gol (come quello che ieri ha regalato alla sua Samp il pari contro il Cagliari), ma per la condanna in primo grado a 4 anni ed 8 mesi dell’ex agente di polizia postale Raffaele Piccolo. Piccolo, secondo quanto emerso nel corso dei dibattimenti, è stato lo stalker di Quagliarella e di diversi altri vip (tra cui il cantante Guido Lembo).

La strategia di Piccolo era quella di diventare amico di personaggi famosi che in seguito ricattava inventando notizie dal nulla.

Fabio Quagliarella è finito nella rete di Piccolo tra il 2007 ed il 2010. Questa la sua testimonianza. “Tutto iniziò quando gli chiesi di sbloccare il mio account di Msn Messanger. Da allora richieste sempre più pressanti di biglietti e materiale tecnico. Ad un certo punto iniziarono a circolare calunnie nei miei riguardi”.

“Arrivai al Napoli nell’estate del 2009. All’inizio De Laurentiis mi chiamava sempre, poi non si fece sentire più. Inoltre mi fu richiesto di trasferirmi a Castelvolturno. Molto strano, visto che vivevo a Castellammare di Stabia come Iezzo e Vitale ed a loro due non fu detto nulla”.

“Sono convinto che quelle menzogne arrivarono in società. Si iniziò a parlare del mio trasferimento alla Juventus, la gente mi ha dato del traditore, ma non ha mai saputo cosa c’era dietro. Stavo da Dio. Ero nella mia città e finalmente con la mia famiglia con cui non vivevo da 12-13 anni”.

“Sono uscito da un tunnel”, ha dichiarato ieri Quagliarella “voglio ringraziare la giustizia perché ha lavorato nolto bene”.