Fabio Quagliarella è stato testimone al processo che si sta tenendo in queste settimane nelle aule del tribunale di Torre Annunziata (Napoli) contro Raffaele Piccolo, agente della polizia postale accusato di stalking nei confronti di vip partenopei.

Tra le vittime di piccolo ci sarebbe stato anche l’attuale attaccante del Torino, un passato da calciatore azzurro nella stagione 2009-2010.

“Al presidente Aurelio De Laurentiis giunsero delle lettere anonime che mi definivano camorrista e pedofilo. Si parlava dellamia presenza in occasione di orge. Sono convinto che quellelettere alla fine pesarono in maniera decisiva sulla mia cessione”.

Quagliarella, assitito dal legale Gennaro Bartolino, è stato ascoltato dal giudice Ernesto Anastasio in qualitàdiparte lesa insieme al padre e ad un commerciante.

“Conobbi Piccolo nel 2006. Si disse pronto a risolvermi dei problemi connessi alla password di Msn (servizio di messaggistica istantanea ormai dismesso da un paio di anni, ndr), finita in mani sbagliate. In cambio mi chiese una maglietta, poi le richieste si fecero sempre più pressanti. Gliene avrò date una ventina, di magliette”.

“Quindi fu la volte delle lettere. Arrivarono a mio padre ed alla mia fidanzata e furono fatte recapitare anche a De Laurentiis. All’inizio il presidente mi chiamava tutti i giorni, poi non si fece sentire più. Un giorno mi chiese di trasferirmi a Castel Volturno. Mi suonò strano perché Iezzo e Vitale, due miei compagni di squadra, abitavano, come me, a Castellammare di Stabia, ma a loro non fu fatta pervenire una richiesta del genere. A fine stagione fui ceduto alla Juventus”.

Ma le minacce continuaronoanche con l’inizio dell’esperienza in bianconero: “A mio padre fu recapitata una lettera con la foto di una bara e la mia immagine”.

In tutto sarebero state 10 le vittime di Raffaele Piccolo. Tra questi anche il cantante Guido Lembo.