Il Milan esce dalla temuta trasferta di Eindhoven contro il PSV con tutte le ossa integre e, soprattutto, con un pareggio per 1-1 che indirizza, benché ancora non la decida, la qualificazione alla fase a gironi della Champions League. I rossoneri, in vantaggio con El Shaarawy (foto by InfoPhoto) servito da Abate, si fanno rimontare nella ripresa, nonché nel loro momento migliore, da una rete di Matavz, favorito da un erroraccio di Abbiati. Qualche rimpianto anche per il gol sfiorato da Poli nel finale, ma il risultato è sicuramente giusto.

Il biglietto da visita della giovane squadra di Philip Cocu arriva dopo 58 secondi di gioco, quando Maher, con un inserimento centrale, fa venire i brividi al Milan, deviando fuori di un niente una conclusione di Matavz. D’altra parte, era proprio l’inizio che era lecito attendersi da una squadra olandese povera di esperienza ma piena di entusiasmo. Fortunatamente per i rossoneri, l’allegria difensiva del PSV non tarda a farsi sentire sulla bilancia e, dopo una prima occasione divorata da El Shaarawy, è lo stesso Faraone a sfruttare un’ottima iniziativa di Abate sulla destra, incornando in beata solitudine il preziosissimo 0-1 e tornando al gol dopo un paio di eoni. Siamo al 15’ e dopo un giro di lancette il Milan potrebbe raddoppiare, ma il gran destro a giro di Balotelli viene deviato da Zoet sulla traversa. La solfa, comunque, non cambia: gli olandesi prendono puntualmente di spalle il centrocampo di Allegri e arrivano al tiro con disarmante facilità, costringendo Abbiati ad almeno tre interventi impegnativi. L’occasione più clamorosa gliela procura uno sciagurato retropassaggio di Abate, ma la conclusione di Wijnaldum si stampa sulla traversa. Si va agli spogliatoio con il Milan in vantaggio ma senza troppi meriti.

Decisamente meglio fanno i rossoneri nella ripresa. Allegri stringe le maglie del centrocampo, arretrando Boateng ed El Shaarawy sulla linea di Montolivo e Muntari, con De Jong lasciato a far la guardia della trequarti difensiva, e per il PSV gli spazi spariscono. Tanto davanti ci pensa Balotelli, che con due assist al bacio manda per due volte l’amico Stephan a far visita a Zoet, ma entrambe le volte il 92 non trova il cazzotto del kappaò, sparando fuori nel primo caso e facendosi anticipare da Willems nel secondo. E così, per quella insondabile legge della natura ancor prima che del calcio, subito dopo gli olandesi impattano senza quasi accorgersene: tiraccio senza pretese di Bruma da 35 metri, Abbiati si produce in uno di quei tragici bagher che resero celebre Dida e capocciata facile facile dell’incredulo Matavz. Il pari è meritato, sia chiaro, ma resta comunque il rammarico, perché il PSV sembrava non crederci più di tanto. Non a caso, riequilibratosi il punteggio, la partita cala nuovamente di ritmo, parallelamente alle energie dei giocatori. Eppure, nel finale, il Milan avrebbe la possibilità di chiudere il discorso-qualificazione, ma la combinazione tra i due subentrati Poli e Niang viene vanificata dal decisivo balzo di Zoet. Finisce 1-1, al Milan, dopotutto, va senz’altro bene così.