Non è certo la prima volta che al Milan tocca passare dalla spinosa anticamera dei playoff (una volta preliminari) di Champions League e, almeno stando ai precedenti, ci sarebbe ben poco di cui preoccuparsi anche a questo giro: tre qualificazioni su tre, due delle quali (2003 e 2007) sono state solo il prologo della cavalcata che si concluse poi con la conquista della Coppa. Altra epoca, altri soldi, altra squadra: di questi tempi, anche l’imberbe PSV Eindhoven di mister Cocu può far venire i brividi ai rossoneri, peraltro più ingolositi dal pentolone d’oro che si trova alla fine dell’arcobaleno che dalla prospettiva immaginifica di far festa a Lisbona.

Va detto che le facce sono tranquille, perlomeno quelle di Galliani e Allegri (foto by InfoPhoto), che tuttavia non scenderanno in campo questa sera. In effetti, nonostante tutte le precauzioni del caso, ci vuole coraggio per non indicare nei rossoneri i favoriti naturali della doppia sfida, anche e soprattutto in virtù della giovanissima età media degli avversari e a una qualità complessiva superiore. O forse Allegri è tranquillo perché sa che c’è ben poco da scegliere: come si suol dire, la formazione l’ha dettata il medico sociale almeno per nove undicesimi. Gli unici due dubbi riguardavano l’asse mancino e sono stati risolti a sorpresa dal tecnico toscano, con l’inserimento di Emanuelson in difesa e Muntari in mediana. Ma difficilmente le sorti della partita passeranno da qui: per queste cose bisogna guardare al centro dell’attacco, alla maglia numero 45. E anche gli olandesi lo sanno.

PSV EINDHOVEN (4-3-3): Zoet; Arias, Rekik, Bruma, Willems; Wijnaldum, Maher, Schaars; Jozefzoon, Matavz, Depay. All. Cocu

MILAN (4-3-3): Abbiati; Abate, Zapata, Mexes, Emanuelson; Montolivo, De Jong, Muntari; Boateng, Balotelli, El Shaarawy. All. Allegri