A due settimane dal via dei XXII Giochi Olimpici invernali di Sochi 2014, si festeggia oggi il 90esimo anniversario dell’inizio della prima edizione: quella di Chamonix, dal 25 gennaio al 5 febbraio del 1924. La prima edizione delle Olimpiadi invernali fu pensata come una specie di aperitivo sperimentale in vista delle Olimpiadi vere e proprie che si sarebbero tenute l’estate successiva a Parigi e che stavano diventando sempre più popolari a livello internazionale.

Mentre già in precedenza qualche sport invernale era stato ospitato dal programma olimpico, le Olimpiadi invernali nacquero ufficialmente il 3 giugno del 1921, in seguito al congresso del Comitato olimpico a Losanna. A dire il vero, non fu quello il nome che venne dato loro: il barone De Coubertin, padre dei Giochi moderni e presidente del CIO, non era affatto entusiasta all’idea (nata da una proposta dei paesi scandinavi) e pose come condizione inderogabile alla sua accettazione il divieto di utilizzare una qualsiasi nomenclatura olimpica per etichettare la manifestazione. E così, tre anni dopo a Chamonix si tenne quella che allora si chiamò, semplicemente, la “Settimana internazionale degli sport invernali”. Solo l’anno successivo, al congresso di Praga, fu deciso di impartire la benedizione olimpica alle “Settimane” e, l’anno dopo, anche a quella di Chamonix fu attribuito il titolo retroattivo di “Giochi Olimpici invernali”

A Chamonix il programma prevedeva sei discipline olimpiche – sci, hockey su ghiaccio, pattinaggio, biathlon, bob e curling – per un totale di 16 gare, a cui parteciparono 258 atleti in rappresentanza di 16 nazioni (assente l’Italia). A dominare furono Norvegia e Finlandia, che si aggiudicarono rispettivamente 17 e 11 delle 49 medaglie complessive. Il primo campione olimpico dei Giochi invernali fu lo statunitense Charles Jewtram, che vinse i 500 metri di pattinaggio velocità. Il norvegese Thorleif Haug fu il grande trionfatore, con ben tre medaglie d’oro in altrettante gare di sci di fondo in programma (18km, 50km e combinata nordica). Ma la stella più luminosa fu quella di Sonja Henie, 11 anni appena, che non vinse nulla ma fece intuire quello che sarebbe poi diventata, ovvero la più grande pattinatrice di tutti i tempi, con 10 titoli mondiali, 6 europei e 3 olimpici tra il 1927 e il 1936: tutti consecutivi.

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