Arriva senza troppi clamori, discretamente, quasi in punta di piedi come nel suo stile sobrio, di poche parole e molti fatti, la presentazione di Daniele Rugani, classe ’94, orgoglio del made in Italy più giovane e genuino. La Juventus deteneva la metà del cartellino del giocatore e lo ha riscattato a gennaio dall’Empoli per 3,5 milioni di euro. Per lui, juventino nell’anima, giocare nella Juventus è il sogno di una vita trascorsa nei campetti delle giovanili dell’Empoli fino alla grande ribalta in Serie A con l’Empoli di Sarri: ”Per me la cosa più bella è essere qui, a Torino. Ce la metterò tutta per ripagare al massimo la fiducia. Questa è la squadra che volevo di più. Fin dalla nascita, mio padre mi ha trasmesso la sua passione bianconera: essere qui è un sogno che si avvera“.

Non fa proclami, né discorsi retorici o ridondanti ma va dritto al sodo il difensore di Sesto di Moriano, frazioncina di Lucca: “Ciò che mi auguro è di fare bene e crescere e magari ritagliarmi più spazio possibile: voglio dimostrare di potercela fare anche in Champions League“. Rugani sa di dovere anche molto a Sarri, uno che ha saputo insegnargli a difendere non singolarmente ma da reparto, che infatti non manca di ringraziare: “Un allenatore carismatico, una figura fondamentale per la mia crescita: mi ha dato delle basi importanti che terrò valide sempre“.

Lo contraddistingue la qualità tecnica, la maturità professionale raggiunta così presto, la capacità di essere leader senza alzare mai la voce, senza la necessità di ricorrere alla scorrettezza, sempre pulito ed elegante nel gioco e fuori dal gioco e che per questo ha trascorso una stagione senza ricevere cartellini, praticamente un record per il suo ruolo: ” Come ho fatto? Non c’è un segreto, la continuità fa parte del mio gioco poco impulsivo, ma quella passata è comunque stata un’annata difficilmente ripetibile. Fa parte del mio stile e del mio modo di giocare, prima con la testa, col ragionamento, e poi con i piedi“.

La duttilità tattica è un’altra delle sue prerogative che Allegri potrà sfruttare senza rischiare di snaturarlo, una risorsa nel lungo e faticoso percorso “multitasking” di stagione da parte della Juventus: “Posso giocare sia nella difesa a quattro che in quella a tre, al centrodestra oppure centrosinistra. Devo migliorare un po’ con il piede debole, quello mancino, ma sono a disposizione per qualsiasi soluzione tattica“.